Berlusconi si difende in aula

BR bMILANO. /bbCome nel 2003 per il processo Sme, Silvio Berlusconi ha reso ieri dichiarazioni spontanee in aula nel processo Mediatrade in cui è imputato per appropriazione indebita e frode fiscale.BR /b E' tornato a dire brevemente la sua, forse d'istinto, dopo l'intervento dell'avvocato di Frank Agrama, il produttore americano che per la procura di Milano era «socio occulto» del Cavaliere nelle operazioni che permettevano a Mediaset di gonfiare le fatture di film e fiction e creare cosi fondi neri, l'imputato Berlusconi chiede la parola. «A conferma di quanto l'avvocato ha rappresentato dichiaro che effettivamente gli intermediari svolgevano un importante ruolo commerciale e cioè - spiega al giudice per l'udienza preliminare Maria Vicidomini - quello di farsi carico di tutta quella attività di distribuzione di diritti televisivi sul mercato italiano, francese e altri che le majors non erano attrezzate a svolgere direttamente». Insomma i prezzi, anche molte volte più alti, erano giustificati dal lavoro e dal rischio che gli intermediari si assumevano. Le dichiarazioni del Premier potrebbero essere state stimolate anche dalle dichiarazioni del nuovo teste, l'imprenditore Silvio Sardi, secondo cui quando si doveva «sbloccare» un contratto, decidere i termini economici dei diritti delle major americane era proprio Silvio Berlusconi a occuparsene. Come quando il film «Cavalcando l'Oceano» fu «rivenduto al gruppo Mediaset» a 600 milioni di lire ma «acquistato a 85 mila dollari (all'epoca circa 100 milioni di lire)» e su cui Sardi afferma «di aver saputo che c'era stato un intervento di Berlusconi».BR Poco prima di entrare nel Palazzo di Giustizia di Milano, il premier si è fermato a parlare ai giornalisti. «E' certamente qualche cosa che non va nella direzione giusta: avere cioè una democrazia il cui responsabile di governo passa ore in tribunale mentre ci sono tutti questi accadimenti internazionali importanti che richiederebbero la mia presenza nel Paese. Questi fatti sono pure invenzioni e rappresentano l'ennesima dimostrazione di una volontà, quella della procura di Milano, che già per ventiquattro volte mi ha portato a processo con delle accuse che gli stessi magistrati, che poi hanno fatto il giudizio, hanno dichiarato infondate». Ma se anche uno solo di questi colpi fosse andato a segno, attacca il Cavaliere, ci sarebbe stato un risultato «eversivo», quello di negare la volontà popolare che lo ha designato democraticamente.BR Come sempre nelle ultime occasioni fuori dal palazzo c'era un gruppetto di una quindicina di sostenitori pronti a sostenerlo: «Silvio falli schiattà», ha urlato una signora che ha ricevuto l'abbraccio del premier. A spalleggiare Berlusconi anche il sottosegretario Daniela Santanchè che ha accusato «Un fatto grave»: il divieto a parlamentari e membri del governo di passare in un corridoio del Tribunale «vicino a dove si trova il presidente Berlusconi». Fuori invece un candidato di Sinistra e libertà alle comunali di Milano, è stato identificato dalle forze dell'ordine: «Non volevano farmi passare perchè indosso la spilla per Pisapia sindaco. Quando ho visto che stava per uscire Berlusconi non ho resistito e ho semplicemente esternato i miei sentimenti».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Giovanna Trinchella