Ecco la centrale a biogas
bBARBIANELLO. /b«Questo impianto non brucia nulla, ma produce energia elettrica in modo pulito». A parlare è Mauro Grandi, amministratore di Alfa Alfa Energia, la società formata da cinque ex bieticoltori di Barbianello e dintorni che ha promosso la realizzazione di una centrale a biogas sulla strada per Casatisma, in località Bottarolo. Cantiere aperto, dopo un iter autorizzativo durato due anni, con il parere favorevole anche del Comune, oltre che di Provincia e Regione. I lavori procedono, entro luglio saranno stoccati i silos di stoccaggio della materia prima, mentre per il prossimo autunno potrebbe cominciare l'immissione di energia nelle reti Enel (la capacità massima è di 999 kilowattora, per dare un'idea il contatore di un'abitazione è tarato in media sui 4).BR «Il concetto che la produzione non si basa sulla combustione deve essere chiaro a tutti, anche per zittire certe voci - insiste Grandi - Il processo è questo: con il riscaldamento di insilato di mais e loietto (la pianta trinciata ed essicata), si sviluppa biogas contenente metano, il gas alimenta un motore a ciclo otto che fa funzionare gli alternatori da cui si sprigiona l'energia elettrica. Non ci sarà alcuna emissione ambientale, nè di fumi e neppure di calore che verrà recuperato all'interno di un essicatoio e servirà anche a riscaldare cereali e foraggi nel procedimento di creazione del biogas». Grandi e gli altri soci di «Alfa Alfa», spiazzati dalla chiusura dello zuccherificio di Casei, e stanchi di aspettare che si concretizzassero progetti di riconversione rimasti sempre sulla carta, hanno deciso di fare da soli. «E' stata dura - dice l'amministratore - ci sono voluti 24 mesi e una montagna di carte. Alla fine in conferenza dei servizi hanno detto si al progetto, compresi i 5 comuni della zona presenti e la Regione ci ha garantito il sostegno». Sono serviti anche tanti soldi, oltre alla pazienza: la centrale a conti fatti costerà sui 5 milioni di euro.BR Il sindaco Giorgio Falbo, dal canto suo, è tranquillissimo e non ha alcun timore delle possibili obiezioni degli ecologisti. «Questa centrale è pulita, sicura - sottolinea - E in più frutterà alle casse comunali 35mila euro all'anno per 15 anni come compensazione ambientale. Se non ci sono stati problemi a Bastida Pancarana e a Corana - chiosa Falbo - dove esistono impianti analoghi al nostro, non vedo perchè dovrebbero essercene qui». (r.lo.)P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P