Via la luce, azienda in ginocchio

b VIDIGULFO. /bbNiente striscioni, né megafono. Niente slogan. Solo le preoccupazioni dei sedici dipendenti della Fp Lighting, che rischiano il posto di lavoro e che per questo ieri mattina hanno fatto un'ora di sciopero. Via Melegnano, il cancello della ditta aperto, dentro i macchinari spenti, nessun rumore. Non c'è corrente elettrica. Oggi è questo il problema che si aggiunge al momento difficile che vive l'azienda di plafoniere per neon. Da giovedi il gestore dell'energia elettrica, Repower, ha staccato tutto. E la produzione si è fermata.BR /b Nell'azienda di Vidigulfo lavorano quasi tutti under 30. Ora temono di perdere il lavoro. Con la produzione ferma i clienti dell'azienda (che lavora per conto terzi) hanno iniziato a chiedere indietro il proprio materiale. Ancora ieri mattina si sono presentati in via Melegnano, e si rivolgeranno altrove.BR Un'ora di sciopero ieri per chiedere attenzione. «Non sappiamo niente, non abbiamo certezze, nessuna data - spiegano i dipendenti davanti ai cancelli della ditta - siamo preoccupati di aver perso il lavoro». C'è chi lavora alla Fp Lighting da tredici anni, chi da un po' meno. «Abbiamo tra i cinque e i sei mesi di stipendi arretrati - spiegano ancora i dipendenti - abbiamo ancora da prendere quello di dicembre 2009». A dare sostegno alla protesta degli operai anche la Cgil. Renzo Scinaldi, del comparto artigiano, era presente ieri mattina: «Stiamo seguendo l'azienda per gli stipendi arretrati - sottolinea - ora servirebbe l'aiuto dell'Unione industriali, del Comune». Il titolare dell'azienda, John Uboldi, è andato dagli Industriali, si è rivolto a un avvocato. «Avevamo un debito con il gestore Repower per circa 30mila euro - spiega il titolare - ci hanno dato un preavviso e noi abbiamo chiesto una rateizzazione, ma non ci hanno risposto». Senza corrente l'azienda non può lavorare. «Avevamo ordini da evadere, per noi essere fermi significa perdere fatturato e dover pagare le penali per i ritardi nelle consegne - spiega Uboldi - è due anni che siamo in sofferenza, ora stavamo rientrando dalla crisi, ma se perdo tutti i clienti per me significa dover chiudere l'azienda, vorrebbe dire lasciare a casa tutti i dipendenti, pur avendo lavoro». L'azienda è in attesa di risposte: dall'Unione industriali, dalla Repower. E ancora di più sono in attesa i dipendenti, che vogliono sapere se dovranno cercare un altro posto di lavoro.BR