«Duomo, parrocchie in affanno»
BR b PAVIA./b Si fa sempre più fatica a raccogliere i fondi necessari ai restauri del Duomo, a pagare i mutui della Curia, 200mila euro l'anno. Anche se i sacerdoti ogni anno rinunciano a una o due mensilità per contribuire alla riapertura e le parrocchie versano il contributo calcolato sul numero di fedeli.BR «Ma non si riesce a fare molto di più - racconta don Giancarlo Codigliani, della parrocchia di Sant'Alessandro Sauli -. Io non chiedo nulla ai parrocchiani, consegno per il Duomo una parte delle offerte. I miei fedeli sono anziani e mi chiedono perché non penso alla nostra chiesa, il Duomo lo sentono lontano». E il contributo pesa: «L'anno scorso abbiamo versato 2012 euro. Ma abbiamo dovuto anche rifare le grondaie e la casa parrocchiale, ora passeremo a rampa e gradini. Per la vetrata servono invece decine di migliaia di euro che non abbiamo - prosegue don Codiglioni. Comunque insisterò perché almeno il 5 per mille sia destinato alla cattedrale». Difficoltà alla Scala: «L'anno scorso nella giornata per la Cattedrale abbiamo raccolto 35 euro - racconta Riccardo Fabbri, un volontario -. Ma il fatto è che anche alla messa domenicale spesso arrivano offerte da pochi centesimi e dobbiamo ancora pagare i lavori della nostra chiesa». Va meglio allo Spirito Santo: «L'oratorio è finito e pagato - spiega don Vittorino Vigoni - e i fedeli rispondono bene agli appelli di diocesi e parrocchia. Le cartoline per il 5 per mille sono andate a ruba». Lo stesso in Borgo, spiega don Lamberto Rossi. Non tutti i cinque per mille andranno però alla Cattedrale. L'associazione Amici di San Mauro ha lanciato un appello perché sia devoluto alla chiesa del SS. Salvatore in cui, da anni, piove dentro. Spiega don Franco Tassone: «E' un'iniziativa dell'associazione, quest'anno l'urgenza erano i lavori che non potevano aspettare, ma faremo pubblicità anche per il Duomo». Le difficoltà più grandi nei paesi. «Qualcuno è sensibile alla causa - spiega don Marco Palladini (Albuzzano, Barona, Vigalfo) -. Ma la gente sa anche che la parrocchia ha mutui da pagare per la casa e il salone. Le disponibilità sono limitate, si fa quel che si può. La diocesi può contare su un bacino enorme, la parrocchia solo sui suoi fedeli». E don Luigi Bernorio (Zeccone e Villareggio) conclude: «Siamo tutti sensibili, ma a corto di soldi».BR L'economo della diocesi, don Ernesto Maggi, lo sa: «La raccolta va bene in città, le difficoltà sono nei paesi. Ma è comprensibile: le esigenze sono tante e quest'anno ci sono anche i costi della missione popolare». E sul 5 per mille invita: «Il Duomo prevalga sui campanilismi».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Anna Ghezzi