Sannazzaro, Rossi testimone partigiano

bSANNAZZARO. /bA 85 anni, immobile su una carrozzina, il partigiano Lino Rossi (nella foto), a lungo presidente dell'Anpi locale, domani sarà davanti al monumento ai Caduti per celebrare il 25 Aprile: «Non voglio mancare perché di testimoni siamo rimasti in pochi. Dal 1944 al 1946 vissi da rifugiato e da partigiano; prima alla cascina Arbogna, terrorizzato che arrivassero i tedeschi a prelevarmi. Avevo preparato una scala di chiodi conficcati sui muri: in caso di pericolo avrei preso il volo con l'uso di quei chiodi».BR Lino Rossi rammenta: «I miei anni di gioventù li ho vissuti a militare, quando alla caserma Umberto I di Pavia, oggi caserma Bixio, venimmo cacciati e molti di noi catturati per la prigionia. Sono sempre riuscito a fuggire. Mi arruolai nelle brigate partigiane sopra le colline di Santa Maria della Versa. Tenni i collegamenti con il comandante Fusco ed il grande Italo Pietra. Proprio con Pietra, poi fondatore e direttore de Il Giorno, ebbi un rapporto leale ed aperto. Lo rividi anni dopo a Sannazzaro e ci abbracciammo». Poi il ritorno a casa, dopo la Liberazione.: «A Sannazzaro pensavo di ritrovare tanti amici. Ma molti erano morti. Ho pianto quando seppi della morte a Mauthausen di Luigi Savasini». (p.c.)BR