Gli insorti conquistano Misurata
BR b ROMA. /bDopo quasi due mesi di feroci combattimenti che hanno causato centinaia di vittime, numerose tra la popolazione civile, gli insorti hanno costretto ieri al ritiro da Misurata le truppe di Gheddafi. Si è concluso cosi l'assedio portato dalle guarnigioni lealiste con i carri armati assistiti dai numerosi cecchini che si erano piazzati sui palazzi più alti e inespugnabili del centro città. Una perdita che ha indotto il primo ministro libico Al-Baghdadi Al-Mahmoudi, ieri sera, a contattare i governi di Mosca e Atene per giungere a un cessato il fuoco. La Russia ne ha dato subito notizia, ma non è la prima volta che quando si trova in grave difficoltà sul terreno, il Rais tenta la carta della diplomazia per prendere tempo.BR L'annuncio è stato dato dagli stessi insorti, la conferma è poi arrivata dalle immagini delle forze armate libiche in ritirata, i feriti lasciati sul terreno e catturati dai ribelli. Ma già da venerdi circolavano voci insistenti su un cambio di strategia del regime di Gheddafi, che avrebbe stretto un accordo con le tribù della regione. Misurata, terza città del Paese, a soli 170 chilometri dalla capitale, è considerata dal Rais un sito strategico anche per difendere proprio Tripoli. Ma il dittatore malgrado abbia concentrato carri armati, artiglieria pesante e missili Sam nel tentativo di riconquitare Misurata, non c'è riuscito. Nelle ultime ore - secondo il portavoce di Tripoli - sarebbero stati i raid della coalizione occidentale a convicere definitivamente le truppe lealiste a ritirarsi. Ma ci sarebbe anche un accordo con le tribù della regione, che dovrebbero trattare con gli insorti e liberare. «Con le buone o con le cattive» dicono fonti del regime. Intanto gli insorti festeggiano l'importantissima conquista, che potrebbe spianare la strada verso la capitale, nonostante gli analisti militari sappiano che Tripoli è in gran parte ancora «sotto il tacco» del dittatore.BR Misurata intanto è una città disabitata e semidistrutta. Anche ieri sono stati almeno 25 i morti, 100 i feriti, negli scontri. Però potrà ricominciare a vivere con il ritorno della popolazione in fuga nel deserto, e l'approvvigionamento di energia, acqua e cibo, dopo due mesi di inferno.BR Gli Usa ieri hanno lanciato anche il primo attacco missilistico con un Drone, aereo senza pilota, mentre la notte scorsa forti esplosioni erano state udite a Tripoli. Ma l'attenzione della diplomazia mondiale ora è puntata sui contatti tra il regime e il ministro degli esteri russo Lavrov. Insieme con la Grecia, la Russia sarebbe favorevole all'invio di osservatori con il compito di monitorare l'attuazione della tregua. Se ne parlerà certamente anche nel vertice italo-francese su immigrazione e politica estera, in agenda per martedi mattina a Palazzo Madama.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Paolo Carletti