«Non possiamo più incontrare da vicino neppure i nostri figli»
b VOGHERA./b Ecco la sintesi di una lettera che un gruppo di detenuti del carcere di Voghera ha inviato al nostro giornale.BR «Da lunedi 11 aprile i detenuti delle due sezioni 'As1", circa cento, cosiddetti pericolosi ma pur sempre esseri umani, hanno iniziato una protesta pacifica, cominciata con lo sciopero della fame, a seguire il rifiuto ad assumere terapia medica, anche da parte di chi ha bisogno di farmaci salvavita, e via via estesa anche con l'astensione dalle attività scolastiche e lavorative. Non vengono concessi, come previsto da norme specifiche regolamentari, colloqui senza divisori ai detenuti con figli minori. Inoltre da regolamento ministeriale tutti i detenuti reclusi in sezioni 'As1" devono stare in celle singole: cio' avviene in tutte le altre carceri italiane che ospitano detenuti destinati a questo circuito, a Voghera non è cosi. Le cellette sono piccolissime e siamo costretti a starci in due con parecchie difficoltà, limitando al minimo anche il solo fatto di muoversi. Non viene permesso neppure di poter praticare lo studio in cella, vengono negate salette adeguate e viene negato totalmente l'accesso ai computer, contrariamente a quanto succede in altre carceri d'Italia, dove queste attività vengono incentivate, stimolate e agevolate».BR
I detenuti della 2ª e 3ª sezione del carcere