Il vescovo e l'olio della legalità

b PAVIA./b Stanno seduti su una panca ai bordi dell'altare. Qualcuno sorride, qualcun altro si guarda intorno emozionato. Poi tutti insieme si tolgono la scarpa destra, si sfilano il calzino e aspettano. Hanno tra i 20 e i 35 anni, e vengono dall'Africa, dal Sud America e da ogni altra parte del mondo. Sono gli immigrati a cui ieri sera il vescovo di Pavia ha lavato i piedi nel corso della tradizionale cerimonia pasquale. Al termine dell'omelia monsignor Giovanni Giudici si è chinato e ha lavato i piedi a undici migranti che frequentano il centro diocesano 'Benedetto XVI", dove la Diocesi di Pavia aiuta gli stranieri che arrivano nella nostra città. Un gesto dal forte valore simbolico quello del vescovo di Pavia. Arriva in un momento di acceso dibattito sugli immigrati, con l'opinione pubblica divisa tra accoglienza e rifiuto: «Servirà, da parte di tutte le parrocchie e di tutti i volontari della Caritas, una maggior attenzione e una forte tensione su questa richiesta d'aiuto - aveva dichiarato il vescovo di Pavia nei giorni scorsi -. D'altra parte è un'emergenza che non riguarda solo i profughi del Nord Africa, ma anche coloro che fuggono dalla povertà e dalla disperazione delle zone Sud Sahariane». Nel centro che la Diocesi pavese ha messo a disposizione dei migranti in via Pedotti questi 11 immigrati hanno intrapreso un percorso di fede, che in futuro li porterà al battesimo. Ieri monsignor Giudici ha consacrato l'olio santo che servirà per i battesimi celebrati il giorno di Pasqua. Nel Crisma è stato aggiunto del profumo di bergamotto: «Si tratta - ha spiegato il vescovo - di un dono del vescovo di Locri. Questo profumo viene dai campi sottratti alla delinquenza organizzata, e che ora sono coltivati da una comunità di giovani». «Monsgnor Gerace - ha aggiunto Giudici - ci ha chiesto anche di pregare per la sua chiesa, perché educhi sempre alla giustizia e alla decisa resistenza alla malavita, preparando condizioni sociali di occupazione per i giovani e di trasparenza nella politica». Nella messa della mattina sono stati anche ricordati i 60 anni di sacerdozio di monsignor Angelo Comini e di monsignor Paolo Magnani, il 50 di ordinazione don Luigi Ferrari, il 25 di don Fabio Besostri e di don Giancarlo Sozzi, i 25 anni di episcopato del vescovo emerito Monsignor Giovanni Volta.BR

Gabriele Conta