IL FRONTE MILANO E L'INCOGNITA GIULIO

BR La maggioranza numerica di Berlusconi non cresce e ai vantati 630 deputati non riuscirà proprio ad arrivare. Lo stallo si accompagna a qualche non inaspettata divisione politica interna. Il fenomeno più recente è costituito dallo smorgasbord delle riforme costituzionali: di tutto di più, anche indigeribile. Inaspettatamente, alcuni parlamentari del PdL, le cui conoscenze costituzionali sono piuttosto ignote, hanno deciso di esibirsi in campo aperto con proposte in parte bizzarre, in parte estemporanee, tutte comunque destinate a non essere approvate (le priorità di Berlusconi riguardano tutte la riduzione del potere dei giudici), ma servono a fare confusione, salvo essere poi sconfitte in un referendum costituzionale.BR I Responsabili continuano ad essere disponibili a puntellare la maggioranza in cambio di qualche aiutino per la loro rielezione, ma i problemi stanno dentro il governo e dentro il Pdl. Il Ministro Galan critica duramente il ministro Tremonti. Il premier, che, pure, non ama Tremonti, ma ne ha assoluto bisogno, è costretto ad intervenire per difenderlo, non troppo, però, visto che Tremonti è un candidato non dichiarato alla sua successione.BR Tutto fisiologico potremmo sostenere mentre guardiamo la frammentazione del Pdl in raggruppamenti di varia potenza tutti ad attrezzarsi per il tramonto di Berlusconi. Comprensibilmente, il capo del governo vorrebbe controllare questa fase, ma, inaspettatamente, mentre rimane aperto il temibile fronte giudiziario, si è spalancato un fronte politico pericolosissimo: le elezioni amministrative.BR Berlusconi dava certamente per scontato che a Milano la conferma del sindaco uscente Moratti fosse quasi automatica. Inoltre, dati i problemi incontrati e prodotti dal centro-sinistra a Napoli, anche l'importante città del Sud sembrava oramai pronta a cadere nelle mani del Popolo della Libertà. I sondaggi, che Berlusconi scruta sempre con grande attenzione, suggeriscono che Napoli non è ancora pronta per un sindaco Pdl e che, sorprendentemente, Milano è diventata «contendibile» per il candidato di centro-sinistra. Dopo un sindaco leghista, Formentini, il doppio mandato dell'indipendente di centro-destra Albertini e i cinque, non brillanti, anni di Letizia Moratti, il vento di Milano non soffia più nelle vele del Pdl, forse appesantito dai troppi pasticci avvenuti in regione e in città. Berlusconi tenta di politicizzare al massimo questo test amministrativo sostenendo che avrà un impatto nazionale. Tuttavia, la politicizzazione significa anche che tutti gli antiberlusconiani potranno votare contro i candidati del capo del governo.BR In verità, da Milano e da Napoli sta per partire anche la campagna per le elezioni nazionali prevedibili nel 2012 (e per questo hanno fatto la loro comparsa anche gli ingegneri elettorali). Appare opportuno rilevare che fra contrasti interni, lotta contro i magistrati, organizzazione di correnti, proposte di riforme costituzionali, e altri ammennicoli, nessuno riuscirebbe a dire quale azione in materia economica e sociale il governo stia dispiegando. Lo stesso Tremonti è bravo quando frena la spesa e impone tagli (che sarebbe la politica del «rigore»), ma inadeguato a produrre quella crescita economica necessaria a creare posti di lavoro e maggiori risorse per l'istruzione e la cultura.BR L'Italia stagna anche perché è Berlusconi in persona che ha perso qualsiasi capacità propulsiva. Buona Pasqua.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Gianfranco Pasquino