Tremonti: troppi controlli le imprese oppresse dal fisco

BR b ROMA. /b Nel pieno della discussione sulla nuova manovra di aggiustamento dei conti pubblici (con le perplessità anche della Corte dei conti), il ministro dell'economia promette alle imprese minori controlli fiscali e burocratici. Perchè, spiega Tremonti, la burocrazia asfissia le imprese e procura costi eccessivi: «un'oppressione fiscale che dobbiamo interrompere». La campagna contro la burocrazia dovrebbe operare per ridurre «il continuo meccanismo di frequentazione delle imprese per cui vanno via i vigili urbani e dopo una settimana arrivano gli ispettori». Fatto salvo un settore sensibile come la sicurezza sul lavoro, Tremonti spiega che è ancora alla ricerca «di un criterio equilibrato» e chiede al Parlamento un contributo di proposte.BR Consensi a Tremonti arrivano naturalmente dal mondo delle imprese. La Cgia di Mestre plaude al ministro e attacca la «burocrazia ottusa» che fa perdere alle piccole e medie industrie 285 euro l'anno solo per pagare. La burocrazia costa 2,7 miliardi, incalza Rete Imprese. E' positiva una minor pressione sulle grandi imprese, gli fa eco il vice presidente di Confindustria Alberto Bombassei. Ma Susanna Camusso, segretario della Cgil, guarda con preoccupazione alla nuova campagna annunciata da Tremonti: «Non vorrei che la riduzione di lacci e lacciuoli significhi riduzione dei diritti del lavoro».BR L'ipotesi di una manovra correttiva di 2,3 punti di Pil per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014, desta «qualche perplessità» da parte della Corte dei conti a causa della crescita lenta e del gettito ridotto. Bankitalia intanto considera «prudenti» le stime di manovra correttive da 35 miliardi per conseguire il pareggio di bilancio tratte dalle indicazioni del Def che parlano di 2,3 punti di Pil. Per Ignazio Visco, vice direttore di Confindustria, le misure concrete da attuare nel biennio 2013-2014 devono essere definite «già a settembre» come prevedono le nuove regole di bilancio.BR Il Pd, che ha presentato un suo piano nazionale di riforme, non si fida però del ministro. «Siccome ci sono le elezioni amministrative - attacca il segretario Pier Luigi Bersani - Tremonti dice la verità a rate e mette la polvere sotto il tappeto. La smetta con le balle perché le carte da lui presentate dicono che da qui al 2014 se va bene avremo una manovra di 40 miliardi e se va meno bene di 60». Anche l'Anci commenta: con questo def, oserva Tore Cherchi, lo scenario per i Comuni diventa davvero insostenibie.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

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