Mede, paura per un futuro senza lavoro

BR bMEDE. /b«Avanti di questo passo, torneremo a essere una cascina». La commerciante scuote la testa davanti al suo negozio in piazza Repubblica e teme per Mede un futuro che è un ritorno al passato. Tradotto in messaggio per il futuro sindaco, significa che gli elettori chiedono a chi governerà gli oltre 7mila medesi nei prossimi cinque anni di mettere in cima alla lista delle priorità il lavoro e lo sviluppo. Tramontato il polo della maglieria, in forte crisi il distretto orafo, Mede ha visto sfumare l'identità economica costruita negli anni Sessanta e Settanta. I giovani si guardano attorno e trovano poco.BR Supermercati, servizi, terziario garantiscono qualche posto, ma a volte precario e a termine. Il lavoro adesso si cerca nel polo petrolchimico di Sannazzaro e Ferrera, che ha assorbito anche parte della manodopera uscita dal settore orafo.BR bFederica Galli/b, 23 anni, è in piazza con un passeggino ed è una dei tanti giovani che sperano in un futuro con più certezze: «Ho lavorato in un supermercato, ma a tempo determinato e adesso faccio la baby-sitter, ma sono in cerca di un'occupazione stabile per poter pensare al futuro e a una famiglia. E' chiaro che al nuovo sindaco chiedo di pensare a noi giovani perchè siamo il futuro di Mede». «Le maglierie davano lavoro a 300 persone, quasi tutte donne - ricorda bFranco Vigo/b, 61 anni, pensionato, ex-carrozziere e appassionato restauratore di carrozze antiche - adesso non c'è nessun settore economico trainante. Le imprese orafe superstiti vanno avanti a fatica e anche gli orafi che lavoravano a Valenza hanno perso il posto. Qualche negozio resiste, ma molti esercizi commerciali nascono e muoiono nel giro di un anno perchè, se non c'è lavoro, la gente non spende».BR Vigo indica tra i problemi anche la manutenzione e la pulizia delle strade. «Se io fossi sindaco, mi preoccuperei prima di tutto della viabilità e del decoro urbano - conferma bGiuseppe Zanino/b, 71 anni, pensionato ed ex-assessore a Valle -. Modificherei il senso di marcia davanti alla scuola di via Gramsci perchè è molto pericoloso. Poi ripulirei le strade dalle deiezioni dei cani: può sembrare un problema minore, ma dà veramente fastidio. Per sostenere il reddito della gente, sarebbe anche opportuno diminuire le tasse comunali». bCaterina Secchi/b, 53 anni, commessa, ieri era in piazza nel giorno di riposo con il nipotino: «L'asilo comunale offre un servizio valido, ma andrebbe ampliato. Si aiuterebbero i bambini, ma anche i genitori che lavorano. E' un modo per sostenere le famiglie in questo momento di difficoltà».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Lorella Gualco