Decidere per soldi o per felicità

Decidere del proprio futuro è come navigare in mezzo al mare, scendere in profondità in mezzo a tanti tipi di pesci ma non sapere quali scegliere. La scelta dell'università è la stessa cosa. Ci sono tante strade da intraprendere e una sola sarà quella decisiva, ma quale? Voi avete già deciso? Molte università si occupano dell'orientamento per gli studenti delle superiori: si organizzano incontri in facoltà con studenti, ex allievi e professori. Su internet ci sono i test di autovalutazione e le simulazioni dei test di ammissione. Anche le scuole si danno abbastanza da fare per l'«orientamento in uscita» e le librerie sono fornite di manuali utili. Le iniziative sono molte, ma come fare la scelta definitiva? Il mio consiglio è di provare a chiudere gli occhi e immaginarsi dove secondo noi un giorno saremo. Un altro consiglio è quello di parlare con i propri genitori o con chi ci conosce bene, meglio un adulto. Ma il punto è: come voglio impostare la mia scelta? Per soldi o per felicità? Nella società in cui viviamo è difficile porsi una domanda del genere dato che per i giovani che si affacciano al futuro non ci sono molte speranze: viviamo in una società nella quale anche a livello di discriminazione sessuale si parla di parentesi ancora aperte. Il livello di discriminazione non si ferma al sesso, si comincia a parlare di «bella/o» e «brutta/o» o più velato «di bella presenza» e «scarsa affabilità ed elasticità». Non conta più fare una scelta ragionata piuttosto che seguendo solo il proprio cuore perché entrambi sono criteri essenziali nella nostra umanità.BR

Giulia Fiorani   liceo Cairoli di Pavia