Con la onlus missione Russia
BR b VILLANTERIO./b Jaroslaw, 17 anni, parlava poco e male. A Novozybkov, in Russia, era stato inserito in una scuola speciale. Ma quando è arrivato in Italia, ospite dell'associazione Villanterio per Chernobyl, qualcuno si è accorto che quel ragazzo magro e smilzo non aveva alcun problema. Era solo sordo.BR «L'abbiamo portato in clinica Otorino al San Matteo - spiega Angela Mariani, una delle volontarie della onlus -. E' rientrato a casa con un apparecchio acustico. E la sua vita è cambiata, il prossimo anno andrà all'università». Non c'è solo la piaga delle radiazioni in quel fazzoletto di Russia sud-occidentale 'adottato" da Villanterio. C'è anche povertà, malnutrizione, fatica. Giovedi i volontari dell'associazione, presieduta da don Antonio Vitali, e un gruppo di famiglie del paese partiranno in missione pasquale per la Russia, come fanno ormai da qualche anno. «E' un Paese del G8, a due ore e un quarto d'aereo dall'Italia - spiegano i volontari - eppure quello che troviamo là ancora ci lascia sgomenti, soprattutto nelle campagne».BR Prima tappa a Minsk, in Bielorussia. E poi a Novozybkov per il 25º anniversario del disastro nucleare di Chernobyl che avvenne il 26 aprile 1896. Ancora oggi la popolazione sconta gli effetti devastanti dell'incidente alla centrale. «Lo scorso anno l'accompagnatrice, al momento dell'arrivo, aveva enormi linfonodi - dicono -. I medici stavano addirittura valutando l'intervento. Ma dopo una settimana le sue condizioni sono migliorate. Questo ci fa capire quanto sia importante un periodo di disintossicazione».BR Quest'anno i bambini russi arriveranno nel Pavese il 29 agosto. Ma già nei prossimi giorni incontreranno le famiglie che li ospiteranno.BR «Partiamo con le valigie stracolme - dice Mariani -. Abiti, medicine, beni di prima necessità. Tutto quello che si riesce a stipare e a portare là. Nelle campagne dilaga la povertà. Uno stipendio medio si aggira sui cento euro al mese. La frutta è un lusso. Viene importata e quindi costa come da noi. Per loro è inarrivabile. Noi di solito gliela compriamo e le madri la centellinano per i figli. A tavola non si mangiano un'arancia o un kiwi interi, ma solo uno spicchio a testa».BR Il 26 il gruppo di Villanterio farà rientro in Italia, tranne Angela e Armando - due volontari - che proseguiranno visitando l'ospedale di Novozybkov dove consegneranno una somma per l'acquisto di un'ecografo per la tiroide. E incontreranno i direttori delle scuole per raccogliere segnalazioni sui bambini che provengono dalle famiglie più bisognose.BR
Maria Grazia Piccaluga