Alimentari, prezzi in volo L'allarme di Mario Draghi «Servono risposte rapide»

BR bROMA. /bAumenta la fiducia per la congiuntura economica mondiale prevista per i prossimi mesi, ma allarma il continuo rialzo dei prezzi dei generi alimentari (+69,1 per cento il frumento nel primo trimestre 2011 rispetto allo stesso periodo 2010; +73,8 per cento il mais, +35,6 i semi di soia). Un grave rischio per milioni di persone che richiede interventi e risposte rapide. Questi i due focus dell'intervento del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi a Washington di fronte al Development Committee, una sorta di consiglio di amministrazione della Banca Mondiale.BR I prezzi del cibo, ha ricordato il numero uno di Banca d'Italia, «sono in crescita dalla seconda metà del 2010» e si stanno ormai «avvicinando ai picchi raggiunti all'inizio del 2008». La volatilità dei prezzi delle materie prime agricole, conseguenza anche dell'estrema incertezza e gravità di quanto succede in Medio Oriente e Nordafrica, «è aumentata significativamente portandosi sui livelli più alti dal 2006». Un dramma per i Paesi in via di sviluppo dove i poveri spendono circa metà del loro reddito per sfamarsi. Trend economici e freddi numeri che si concretizzano in un dato da brivido: dal giugno dello scorso anno i poveri (chi vive con meno di 1,25 dollari al giorno) sono aumentati di 44 milioni.BR Quanto basta per spingere il numero uno di Palazzo Koch a sollecitare tutti gli attori in grado di incidere nell'economia globale a «non rilassarsi» e a ribadire che «l'urgenza di affrontare l'insicurezza alimentare e la malnutrizione richiede risposte rapide».BR In un contesto in cui si soffre la fame e «per la povertà estrema si ha difficoltà di accesso ad acqua, scuola e servizi sanitari di base», infatti, non si può indugiare, dato che, come testimoniano gli studi della Banca Mondiale, «una volta cadute in povertà le persone tendono a restarvi intrappolate a causa del minor investimento in capitale umano, incluse istruzione e cure sanitarie».BR Nessun Paese, come sanno bene teorici e sostenitori di politiche che puntano allo sviluppo sostenibile, può ritenersi immune dalle conseguenze di quanto succede nelle aree più povere del mondo. E il mix esplosivo tra impennata dei prezzi, shock petrolifero e tensioni sociali che ha determinato gli «ultimissimi eventi», ricorda Draghi, «ci ricorda la complementarità che esiste tra sistema di governo, inclusività sociale e crescita». Alla Banca Mondiale non sarà consentito isolarsi nella propria torre d'avorio. Dovrà invece «lavorare con i Governi della regione per aiutarli a rafforzare la loro efficacia e affidabilità e a costruire le fondamenta di economie aperte e inclusive».BR Note più positive sono suggerite dall'analisi delle prospettive economiche generali. «Possiamo guardare ai prossimi mesi e anni con più fiducia rispetto a sei mesi fa: le prospettive economiche stanno migliorando». Nessuno spazio, però, per facili illusioni. «Le lezioni che abbiamo imparato dalla precedente crisi ci suggeriscono cautela» ha concluso Draghi.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Massimo Scattolin