Persecuzione via telefono In tribunale tre casi al mese

bVIGEVANO. /bbQuando finisce un amore, comincia la persecuzione. Con parole, gesti e sempre più spesso con Sms. Oppure, quando finisce il litigio faccia a faccia, continua via cellulare. Negli ultimi sei mesi sono stati 17 i casi di molestie telefoniche giunti al dibattimento in tribunale.BR /b Una media di tre al mese. Situazioni diverse, ma con un denominatore comune: chiamate ad ogni ora del giorno o della notte per insultare o solo per assillare. La vicenda di Valeria (è un nome di fantasia), 37enne impiegata vigevanese, non è approdata in tribunale, ma la donna ha trascorso 4 mesi di tensione, notti insonni e giorni in continua allerta. L'ex-marito usava il telefono come arma per intimidirla. Lui è un artigiano, residente nel Milanese. Una coppia senza figli e senza problemi ad arrivare alla fine del mese. «Ma quando si è trattato di affrontare il problema della divisione dei beni è scattata la molla - continua Valeria -. Le sedute davanti agli avvocati sono diventate burrascose e, fuori dallo studio legale, cominciava la persecuzione a distanza. In principio erano lunghe telefonate per cercare di convincermi a fare marcia indietro su alcune richieste. Poi ha cambiato tattica. Decine e decine di squilli e Sms, specialmente nelle ore di lavoro quando sapeva di disturbare maggiormente. Telefonate mute o insulti a raffica che mi hanno reso la vita impossibile. Ho dovuto curarmi per un crollo nervoso e solo grazie alla vicinanza dei miei familiari sono riuscita a reagire».BR Valeria, dapprima, ha fatto la cosa più ovvia cambiando il numero di telefono. «Quando sono tornata a vivere a Vigevano dopo la separazione non ho installato un telefono fisso, ma avevo solo il cellulare. Ho cambiato numero e ho avuto un po' di pace. Poi ho saputo che il mio ex-marito cercava di avere il nuovo numero dalle mie amiche. A quel punto, ho fatto parlare solo il mio avvocato. Ho minacciato la querela facendo presente che avrei potuto portare decine di testimoni, dai familiari ai colleghi che assistevano alle continue chiamate. Da allora pare si sia calmato, ma la causa di divorzio va ancora avanti e non è delle più facili. Di certo, continuo a sussultare ad ogni squillo di telefono». (l.g.)BR