Cablelettra, nessuna svolta Restano solo 90 riassunzioni

bROBBIO. /bbLa Yazaki ha chiuso un punto della trattativa con Cablelettra: le riassunzioni. Saranno 90 i dipendenti, ora in forza allo stabilimento di Robbio, ad essere riassunti dal colosso giapponese che per loro ha già previsto il trasferimento della sede di lavoro a Torino. Intanto il commissario straordinario della Cablelettra, Vincenzo Sanasi d'Arpe, ha assicurato che la cassa integrazione per tutti i dipendenti della Cablelettra in Italia (290 in tutto di cui 200 a Robbio) sarà prorogata fino alla fine della trattativa sindacale. Altrimenti la cassa integrazione straordinaria di cui oggi usufruiscono i dipendenti della Cablelettra, secondo i termini di legge, scadrà il prossimo 3 maggio.BR /b «E' un orizzonte temporale troppo vicino per pensare di chiudere l'accordo - dice il segretario della Fiom Cgil di Pavia Carlo Bossi, che era al tavolo delle trattative al ministero dello Sviluppo economico per quello che è stato il quarto faccia a faccia con l'azienda - poi è meglio aspettare che firmare subito: messa la firma, non si torna più indietro».BR Insomma, quello di ieri è stato l'ennesimo incontro transitorio. Di alcune richieste dei dipendenti si è parlato con la Yazaki, ma non stati fatti numeri e cifre precise: «C'è un po' di delusione per questo - aggiunge Bossi - è positivo il fatto che la trattativa continui. Ma la prossima volta verremo a Roma solo avendo visto prima un documento scritto con i piani della Yazaki». Insomma risposte concrete alla lista inoltrata dai dipendenti alla Yazaki non ce ne sono state: «Però abbiamo notato un po' di apertura sulla possibilità di avere il contratto metalmeccanico per chi sarà riassunto - dice il sindacalista interno Pietro Bello - purtroppo però non c'è nulla di definito». Di nodi al pettine ne restano quindi ancora parecchi che riguardano sia chi sarà riassunto, sia chi perderà lavoro. I dipendenti non sanno ancora chi confluirà nella Yazaki però vogliono chiarezza sulle mansioni che andranno a svolgere, sul mezzo di trasporto per arrivare a Torino e su chi si farà carico delle spese e del rimborso del tempo del viaggio. Per chi perderà il lavoro invece i dipendenti chiedono la cassa integrazione per 24 mesi ed indenizzi per chi volontariamente lascerà l'azienda e si metterà in mobilità. «Ci aspettiamo delle risposte nel prossimo incontro romano - chiude Bello».BR

Sandro Barberis