«Ore in più, ma se non protesti D'estate non pagano le ferie»

b PAVIA./b Contratti-trappola, ferie non pagate, un clima da o ti adegui o resti a casa: è l'altra faccia del lavoro in cooperativa. Quella che ha raccontato Giancarla Molinari che lavora in una coop sociale in un nido pavese. E' anche delegata di Pavia della funzione pubblica ed è, forse, questo lo status che le toglie ogni indugio nel raccontare al microfono, con coraggio, il dietro le quinte di tante lavoratrici come lei. La premessa è una presa d'atto di una condizione: «Ci sentiamo molto lavoratrici e poco socie». Lavoratrici sotto pressione: «Gli straordinari non sono pagati cosi come le ore in più. Si va avanti cosi. Poi arriva l'ispettorato del lavoro - racconta Giancarla - a quel punto la coop mette a posto le vecchie assunte con contratti a 38 ore per sistemare le cose; a quelle nuove, invece, fa contratti a tempo indeterminato, ma di 12 ore. Una miseria. Poi, ogni due o tre mesi, agganciano ore con contratti a tempo determinato. A quel punto se una alza la testa e chiede l'assunzione a tempo indeterminato, come ne avrebbe diritto, le tagliano le ore in più. Cosi capisce l'aria che tira». Contratti con il brivido e stipendi sempre in balia di qualche inciampo: «Le paghe - spiega Giancarlo Molinari a Casteggio - le fanno conglobate. Nella paga oraria ci caricano tutto e credi che sia una bella cifra. Ma non è cosi. Quando, ad esempio, i nidi chiudono d'estate, sei pagata a zero ore e non maturi le ferie per i due mesi in cui sei a casa. E se capita di chiedere le ferie durante l'anno, ti dicono no perchè sono retribuite».BR