Permessi ai fuggitivi, ora tocca alla questura

b PAVIA./b Per i cinque tunisini scappati dalla tendopoli di Manduria, vicino a Taranto, si potrebbe aprire uno spiraglio. Nei giorni scorsi i ragazzi, tutti ospitati al momento da amici o parenti della comunità pavese tunisina che conta circa 800 persone, avevano chiesto all'ufficio immigrazione come fare per ottenere il permesso di sei mesi che legalizzasse la loro posizione. L'obiettivo è sempre la Francia, l'Europa, lasciare l'Italia per rifarsi una vita. «Domani abbiamo un incontro - spiega Khamel Imami, responsabile pavese della comunità tunisina -. Per ora la questura ci ha detto che, per mettersi in regola e ottenere lo status di profughi, e dunque il permesso di soggiorno temporaneo, chi è arrivato qui dovrebbe tornare nei campi di provenienza». Dove sono conservate le impronte e tutte le registrazioni relative al loro arrivo, che testimoniano il loro status. Arrivati su uno dei pescherecci che solcano il Mediterraneo, i giovani tunisini (il più piccolo ha 19 anni) sono approdati a Lampedusa. Dopo una settimana nel centro di accoglienza isolano, ono stati trasferiti in Puglia. ma li sono rimasti solo poche ore e da li hanno iniziato la traversata della penisola in treno. Durata circa una settimana, su e giù dai convogli per sfuggire ai controlli. «A Pavia sono arrivati per caso - riprende Khamel - ma non ci vogliono restare». Lo conferma un giovane muratore, che sta aiutando con sua moglie italiana alcuni ragazzi. «Io lo dico a tutti quelli che conosco e sono rimasti in Tunisia che qui, la situazione è difficile», racconta. Franco Vanzati, per l'associazione Insieme si sta occupando anche dei tunisini approdati a Pavia: «Secondo il legale che abbiamo consultato la questura di Pavia dovrebbe rilasciare il permesso qui se loro eleggessero Pavia come domicilio». Ma la questione è più complicata, bisogna verificare, tra le altre cose, sche siano arrivati entro il 5 aprile. Questura e prefettura ne stanno discutendo in queste ore. (a.gh.)BR