UNA LEGGE CHE SI FA BEFFE DELLA SICUREZZA DEI CITTADINI
BR Il processo potrebbe dirsi davvero 'breve" se l'attuale durata fosse ridotta. Altrimenti è una beffa. Il processo penale, oggi, finisce con una sentenza di merito, di colpevolezza o di innocenza. Con la nuova legge, invece, finirebbe molto spesso con una burocratica dichiarazione di morte. La novità infatti consiste nella fissazione di termini (scelti un po' a caso) entro cui il processo, se non si è concluso prima, muore per sempre. Alla faccia della sofferenza delle vittime. Alla faccia delle fatiche della polizia. Alla faccia della sicurezza dei cittadini, che dovranno vedersela con malfattori di ogni risma (dai delinquenti di strada ai 'colletti bianchi", passando per tutte le gamme intermedie di criminalità): un esercito reso arrogante ed incentivato nelle sue 'naturali" propensioni all'illegalità da un' impunità tombale regalata 'gratis" dalla nuova legge.BR Perché se non si fa niente per consentire alla giustizia di funzionare meglio, cioè più rapidamente, si ha un bel dire che il processo deve finire più in fretta cosi da diventare 'breve". Un conto infatti sono le parole in libertà, distribuite un tanto al chilo per imbonire la povera gente con formulette ipnotiche (processo breve, appunto) - altro e ben diverso conto è la realtà, che parla di uno sfascio della giustizia tale che fissare termini castranti, ben sapendo che è impossibile rispettarli, equivale a menare il can per l'aia. E non è serio!BR Una cosa seria sarebbe mettere mano a riforme degne di questo nome (alcune delle quali sono a costo zero) capaci di far funzionare davvero il sistema. Si potrebbero, per esempio, ridurre i gradi di giudizio, che nei paesi a rito"accusatorio" come il nostro sono di regola solo due (primo grado e ricorso ad una corte suprema). Per adeguarci potremmo abolire l'appello, in modo da recuperare una gran quantità di magistrati e personale ausiliario da riversare sul primo grado, che automaticamente ne verrebbe potenziato e accelerato. Allora si che avremmo un processo realmente breve, spazzando via i trucchi che oggi la fanno da padroni nel linguaggio dei fautori della nuova legge.BR Costoro, per altro, hanno in cantiere un'altra sorpresa. Oggi le liste-testi presentate dall'accusa e dalla difesa possono essere ridotte dal giudice in base a ciò che appare utile all'accertamento della verità. La nuova 'chicca" prevede invece che le liste debbano essere accettate 'in toto" senza nessuna possibilità di sfoltirle: per cui, se c'è stata una rissa allo stadio e un difensore chiede di sentire i 10.000 presenti (tutti identificabili con la tessera del tifoso) non c'è santo: van sentiti tutti. Dunque chi parla di processo breve lavora per renderlo sempre più lungo.BR Schizofrenia? Neanche per sogno! L'obiettivo è sempre lo stesso: si tratta di liberare il premier dai processi che lo ossessionano (i casi Mills e Ruby-rubacuori), cancellandoli o trascinandoli all'infinito, ricorrendo ancora una volta a leggi 'ad personam". Poco interessa se ci si mette ancora una volta sotto i piedi il principio di buona fede legislativa. Importante è che la gente si beva la favola delle riforme della giustizia. Cittadini gabbati e contenti. Meglio di cosi...BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Giancarlo Caselli