Confermati 9 mesi a madre e figlio

bMILANO. /bHanno chiesto l'assoluzione sostenendo di non avere preso parte al furto contestato, ma non sono stati creduti e per la condanna a 9 mesi emessa in primo grado dal tribunale di Voghera, è arrivata la conferma. Cosi è finito ieri davanti alla terza corte d'appello il processo a carico di Rosa Lucchesi e del figlio Mixiel, abitanti a Miradolo Terme e accusati di essersi impossessati, insieme ad una terza persona minorenne e quindi giudicata separatamente dall'apposito tribunale di un portafogli contenente 600 euro della patente di guida, della tessera sanitaria, di una tessera magnetica per effettuare versamente all'Unicredit di Broni, oltrechè di un ciondolo d'oro, tutto di proprietà di Anna Ippoliti.BR Il fatto avvenne il 10 luglio 2008 al bar Paradiso di Stradella e l'episodio fu sanzionato con condanne a nove mesi di reclusione e 300 mila euro di multa. Contro questa condanna madre e figlio hanno fatto opposizione e nei motivi d'appello si negava decisamente ogni responsabilità nel furto, invocando l'assoluzione per entrambi gli imputati. In aula il sostituto procuratore generale Piero De Petris ha chiesto una sostanziale conferma del giudizio del tribunale e dopo una consistente camera di consiglio, il collegio giudicante ha ritenuto congrua la decisione impugnata e l'ha ribadita, attribuendo agli imputati l'obbligo di fare fronte alle maggiori spese del grado. (a.car)BR