L'Oltrepo narrato dai giovani

Rumore di marmitta usurata, andatura insicura. La Vespa di Lando: un'immagine e un suono che ancora vivono in paese, a Rocca Susella. Lando: un ricordo, un personaggio di un piccolo borgo. Di media statura e di media corporatura ma di rara curiosità e stravaganza, portava sempre i soliti vestiti, ma si concedeva la camicia bella nei momenti di festa, nelle serate di ballo. Un cappellino lo scortava sempre quando nelle estenuanti calure estive partiva a piedi, sotto il sole delle due, per andare qua e là, spesso senza una meta prestabilita. Lando conosceva tutti e tutti conoscevano Lando. Era quasi impossibile non andarci d'accordo. Non girava per il paese, non era nel paese, era lui il paese, o almeno una parte importante di esso. Non di rado ti poteva capitare di vederlo appisolato nel tuo cortile, per cercare fresco all'ombra, e sovente ti ritrovavi la sua motoretta parcheggiata davanti casa. Per fare due chiacchiere s'inventava qualsiasi cosa: ti prendeva la verdura dall'orto per poi restituirtela subito, spacciandola come regalo e magari per sua, anche se l'orto l'aveva, piccolo e confusionario si, ma l'aveva, come aveva un grande nocciòlo, da cui tutti sfamano le proprie voglie di nocciole ancora oggi (in fondo non era l'unico a 'rubare" i frutti della terra altrui allora...).BR Il vizio del bicchiere di troppo è stata sia la sua condanna sia la sua causa di fama: in ogni suo giro gli veniva offerto vino, forse qualche volta l'avrebbe pure rifiutato ma non riusciva mai a dire di no, per poter trattenersi anche solo cinque minuti in più.BR Tutti ci scherzavano, lo prendevano un po' in giro, ma Lando non se ne andava mai. Raccontava storie di ogni tipo, vere o presunte non era importante, tutti le ascoltavano. Perché a Lando piaceva stare insieme agli altri, piuttosto lavorava e si stancava pur di avere la compagnia, quando sia la sua età sia la sua salute non gliel'avrebbero dovuto permettere. In casa non ci stava quasi mai. «Avanti! Popolo!», lo ripeteva sempre quando vedeva i bambini col pallone; lo temevano un po', ma oggi ne sentono la mancanza anche loro. Gli piaceva la musica, quella da balera, se la sentiva nell'aria iniziava a ballare anche in mezzo alla strada, facendo sorridere tutti. «Tu d'estate stai li sotto il sole e d'inverno tra il gelo e la neve...», i versi di una canzone di quelle che adorava, in cui si riconosceva. Se n'è andato da solo, in casa sua, dove non amava stare, d'inverno e al freddo, quando non c'era nessuno da cui andare.BR A s'vêduma Lando.BR

Riccardo Sturla