Giappone, rivolta anti-nucleare
bTOKYO. /bLa rivolta anti-nucleare giapponese corre su internet e porta almeno 17mila persone a manifestare per le strade di Tokyo. A un mese dal sisma/tsunami dell'11 marzo - 13mila i morti accertati, più di 14mila i dispersi - e dall'irrisolta crisi della centrale di Fukushima, e con i nuovi rischi corsi agli impianti di Higashidori e Onagawa per la forte scossa di giovedi sera, Twitter, Facebook e Mixi (un popolare social networking locale) diventano il potente mezzo per la chiamata all'impegno civile che mostra segni di continua crescita, considerando che le prime iniziative spontanee hanno registrato a fine marzo una presenza di poche decine di persone. Due le manifestazioni mentre in tutta la città centinaia di migliaia di persone si sono riversate nei grandi parchi pubblici per ammirare l'attesa fioritura del ciliegio (sakura): una a Koenji, popolosa zona del quartiere Suginami, e un'altra nel centro di Tokyo, che ha concluso la sua marcia davanti alla sede della Tepco, il gestore della disastrata centrale di Fukushima.BR La prima, che ha avuto come ritrovo la stazione ferroviaria, è stata organizzata dai proprietari di negozi e di locali dell' area e nei resoconti delle tv locali ha registrato in serata almeno 15mila adesioni, come fosse una grande festa popolare.BR Nel cuore di Tokyo, invece, è andata in scena l'altra iniziativa, partita dallo Shiba Park e promossa dal comitato di fresca istituzione «Immediately stop Hamaoka nuclear plant!», che punta all'immediata chiusura immediata di Hamaoka. Distante 200 chilometri a sud dalla capitale e 120 da Nagoya, l'impianto ha 5 reattori costruiti sulla confluenza di due placche tettoniche malgrado la previsione di un forte terremoto nell'area fino a 8.0 di magnitudo.BR