Mattei, nei veri Misteri le prove si distruggono

BR b PAVIA./b Il giallo di via Poma: risolto. Quello dell'Olgiata: risolto. Il nuovo test del Dna, le tecnologie applicate alla scienza criminologica, stanno aiutando a risolvere molti casi rimasti insoluti per anni e addirittura per decenni. Altro sono i Misteri d'Italia, quelli veri, quelli con la M maiuscola, a cominciare dai primi due. Ossia la morte del bandito Salvatore Giuliano (5 luglio 1950) e quello di Enrico Mattei (27 ottobre 1962).BR Amintore Fanfani disse che l'attentato al presidente dell'Eni sul bireattore che da Catania lo stava portando a Linate, fu il primo atto della strategia della tensione, sette anni prima di Piazza Fontana. I Misteri d'Italia, a differenza degli omicidi passionali o per vendetta ai danni di blasonate contesse, hanno un comune denominatore: i depistaggi. Giusto venerdi (l'altro ieri) al processo siciliano per la scomparsa del giornalista Mauro De Mauro - rapito e assassinato quando stava indagando sulla morte di Enrico Mattei - il pubblico ministero Sergio Demontis ha parlato di documenti scomparsi, di bobine con intercettazioni dimenticate per oltre venti anni, di fascicoli manomessi e di piste alternative create solo per deviare le indagini.BR Chi volesse cercare il Dna di Mattei non troverà più quasi nulla. Forse nella tomba a Matelica non sono neppure finiti i suoi resti. Subito dopo la strage di Bascapè, nella quale morirono, oltre al presidente dell'Eni anche il pilota del velivolo, Irnerio Bertuzzi, e il giornalista Usa William McHale, i rottami del velivolo vennero immediatamente lavati per cancellare le possibili tracce dell'attentato.BR Allora non si facevano le prove del Dna e a Parma non c'erano i Ris dei carabinieri, ma la legislazione, oltre agli accordi internazionali, vietavano di ripulire gli aerei.BR Invece le prove sono state tutte cancellate. L'aereo distrutto un anno dopo direttamente dall'Eni, sono state fatte pressioni, intimidazioni dei testimoni. Qualcuno ha comprato la stampa che osava parlare di assassinio.BR La stessa fantomatica ipotesi sui mandanti: l'Oas (l'Organisation de l'Armée secrète) o le Sette sorelle, secondo chi ha indagato - il pm Vincenzo Calia a distanza di anni - erano solo azioni di depistaggio. Il fine era allontanare l'interessa dal giro più stretto. La contessa Filo della Torre è stata uccisa dal maggiordomo. Forse l'assassino di Mattei non era né in Francia, né negli Usa. Andava cercato in ambienti a lui molto più vicini.BR

Carlo E. Gariboldi