Berlusconi: più poteri al governo

BR b ROMA. /b«Mi azzannano da tutte le parti, mi attaccano sulle televisioni hanno attentato alla mia vita e ora tentano anche l'attacco patrimoniale». Show di Silvio Berlusconi contro Carlo De Benedetti, giudici e lodo Mondadori alla convention dei coofondadori del Pdl, organizzata da Gianfranco Rotondi. Ìl lodo Mondadori? «E' una rapina a mano armata», dice prendenedosela con il giudice Mesiano (già finito nel mirino delle sue tv che lo hanno pedinato per tutta Milano e sbeffeggiato su Canale 5)perchè ha sentenziato che Fininvest deve risarcire la Cir di 750 milioni di euro per avergli sottratto la casa editrice milanese nel'91. Berlusconi ricostruisce a suo modo l'ultima tappa giudiziaria della vicenda. «De Benedetti si alzò dal tavolo saltando di gioia, io rimasi seduto sconfortato, ora si chiede alla Mondadori che ha 252 milioni di valore, di risarcirne 750, definire questo fatto una rapina a mano armata è il minino» e la colpa è di «quel singolo giudice». In realtà i magistrati hanno sospeso il maxi risarcimento dopo un accordo tra Cir e Fininvest e la presentazione di una fidejussione bancaria per 800 milioni di euro a garanzia del risarcimento in attesa della sentenza di appello prevista per il 4 maggio.BR Immediata la replica di Cir. «Quando il presidente Berlusconi definisce una rapina a mano armata la sentenza sul lodo Mondadori dimentica di dire che l'unico reato di questa vicenda, come stabilito dalla Corte di Cassazione, è stata la corruzione del giudice Vittorio Metta perpetrata nell'interesse di Fininvest nel'91», ricorda un portavoce della Cir.BR Ma nel mirino del premier ci sono magistrati, Corte Ciostituzionale, sinistra e Fini. Berlusconi smentisce di aver attaccato Napolitano, assicura di aver «solo fatto una fotografia della nostra architettura istituzionale» e accusa «la solita stampa con la quale dobbiamo fare i conti». Galvanizza la platea promettendo vittorie elettorali alle amministrative di metà maggio. Assicura che la prima riforma da fare è dare più poteri al governo. Il Pdl arriverà al 58% dice e lui, con «l'aiuto del buon Dio» subito dopo il voto farà il tagliando al Pdl, diviso in troppe correnti. La maggioranza passerà a breve a 330, garantisce. Poi passa all'attacco dei magistrati politicizzati che hanno siglato un patto con Fini «per farmi fuori perchè per loro io rappresento un ostacolo». «I magistrati infangano me e infangano l'Italia, la Corte Costituzionale è ormai un organo politico», tuona. Il premier si sente accerchiato, vittima di 17 anni di «persecuzioni» e del fango che gli viene rovesciato addosso. «Io non mollo, vado avanti anche se tutti tentano di attaccarmi perchè io sono nel giusto». Malgrado tutto dice di non essere preoccupato «perchè alla fine tutto finirà nel nulla e ci sarà un giudice a Berlino». Ma bisogna fare presto con la riforma della giustizia, separando le carriere dei magiistrati che «devono pagare per i loro errori». Infine l'affondo sulle intercettazioni che vanno limitate perchè ora «non siamo in uno stato democratico ma di polizia».BR Ed ecco le promesse. Agli ex Dc che si lamentano perchè nel Pdl non si sentono considerati, garantisce che si occuperà di loro. «Sono qui a rappresentare la magioranza del popolo italiano che crede nei valori della nostra tradizione cristiana». La platea scandisce «santo subito», e lui si rivolge ai «missionari» del Pdl e li invita a diffondere il programma della sinistra: «Vogliono reintrodurre l'Ici, aumentare le imposte, mettere la tassa patrimioniale, intercettazioni a go go, frontiere spalancate e voto per gli immmigrati.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Maria Berlinguer