Leonardo, il futuro è solo in panchina

bAPPIANO GENTILE. /bbUn decennio da dirigente e - per di più al Milan - rappresenta il suo peccato originale: difficile ricominciare una carriera da allenatore ed essere giudicato come tale. Il tecnico nerazzurro non vuole cancellare la sua prima vita ma chiede di non essere etichettato. Lui resterà all'Inter solo da allenatore, non c'è un'altra via: nessuna carriera da manager.BR /b La sua ambizione è dirigere la panchina, accettando le regole di un calcio che si muove ad alta velocità. Il chiarimento di Leonardo - quasi un «coming out» - arriva durante la conferenza stampa alla vigilia della partita a San Siro contro il Chievo di oggi alle 18 (l'altro anticipo è Udinese-Roma alle 20.45): una pausa di riflessione dopo le batoste subite contro il Milan e lo Schalke 04. Due brutte sconfitte che hanno dato la stura a voci di ogni tipo, tra cui il futuro avvento all'Inter di un nuovo tecnico (Guardiola, Mourinho, Villas Boas) con Leonardo spostato nell'organigramma della società.BR «Ho sempre detto - sono le parole di Leonardo - di voler fare solo l'allenatore, quando finirò di farlo qui, all'Inter, non ci sarà più niente, non ho mai avuto idee dirigenziali. E' molto chiaro, sono felicissimo di questa esperienza, c'è ancora la possibilità di continuare il lavoro comune. Ho letto anche che avrei voluto dare le dimissioni, pensate che non avevo voce...». Le critiche non lo impensieriscono, le considera fisiologiche in un gioco che ha un alto dosaggio di passione e emotività.BR Il rapporto con la società e con Moratti gode di buona salute: il colloquio del dopo Schalke è stato tutt'altro che burrascoso. Nessuno dimentica il buco nero scavato da Benitez all'Inter e i 13 punti di distacco dal Milan. Leonardo dirigente cosa avrebbe detto a se stesso allenatore dopo la scivolata contro lo Schalke? «Sarei stato meno bravo di Moratti».BR