Necchi, la procura indaga sull'amianto

BR bPAVIA./bb La procura indaga sul mancato smaltimento dell'amianto nell'area dell'ex Necchi. Agenti della polizia locale di Pavia hanno acquisito una serie di documenti all'ufficio ecologia del Comune.BR /b Lo scorso gennaio il Comune aveva inviato alla procura un dossier nel quale segnalava che, nonostante le delibere del Comune, la proprietà dell'ex Necchi non aveva mai avviato il progetto di smaltimento dei tetti in amianto e delle tubature sotterranee sempre contenenti cemento-amianto. L'indagine della procura, però, ha avuto un'accelerazione dopo il crollo, lo scorso 10 marzo, di una palazzina di quattro piani all'interno dell'area. Il crollo aveva costretto la questura a trasferire l'intero distaccamento della polizia stradale, affacciato su via Rismondo proprio accanto alla palazzina crollata. I 45 agenti della stradale sono potuti rientrare nella sede del distaccamento poco più di una settimana fa. La segnalazione alla procura, in ogni caso, non riguardava la mancata bonifica (che deve essere completata entro la fine del 2011), ma il mancato avvio dei lavori che dovevano essere appaltati già nello scorso mese di ottobre. Devono essere rimossi e smaltiti circa 20mila metri quadrati di amianto che compongono gran parte delle coperture dei capannoni e degli edifici abbandonati, ma anche le tubature coibentate delle vecchie strutture industriali. La vicenda della bonifica dell'area ex Necchi, 174mila metri quadrati a ridosso di via Rismondo dismessi dieci anni fa, è antica e complessa. Nel 2006 il Comune aveva chiesto di eliminare tutto l'amianto, e la proprietà dell'area, la 'Borgo 95", aveva avviato il monitoraggio da allegare al progetto di recupero poi accantonato, ma non aveva iniziato la bonifica vera e propria. La vicenda, cosi, è rimasta sostanzialmente congelata fino all'anno scorso quando il Comune è tornato alla carica chiedendo alla proprietà di rispettare la vecchia delibera. Nel frattempo, però, la 'Borgo 95" era stata assorbita dalla 'Sviluppi commerciali immobiliari", società con sede a Milano: la nuova proprietà ha fatto eseguire un monitoraggio dell'area dal quale risulta che la bonifica dell'amianto è necessaria, ma non urgente. Il Comune ha preso atto ed ha modificato la delibera originaria: per questo per portare a termine la bonifica c'è tempo fino alla fine del 2011. Il problema è che il percorso concordato tra Comune e proprietà dell'area prevedeva una serie di passaggi mai rispettati: la presentazione di un progetto a settembre, l'appalto dei lavori ad ottobre, l'inizio della bonifica a novembre. Nulla si è mosso. Dopo aver fatto le verifiche sul posto ed aver scritto alla proprietà dell'area, cosi, il Comune ha segnalato le inadempienze alla procura di Pavia. «Una questione che sicuramente si risolverà in tempi rapidi con la bonifica nei tempi concordati», aveva commentato il legale della 'Sviluppi commerciali immobiliari", l'avvocato milanese Andrea Sparano.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Stefano Romano