Migranti colpiti da armi da fuoco
bROMA. /bAlcuni dei 70 corpi ritrovati sulle coste libiche tre giorni fa - in particolare i corpi di due donne eritree, di un ragazzo e di un egiziano - «riportano segni inquietanti di arma da fuoco».BR È quanto afferma don Mussie Zerai, presidente dell'Agenzia Habeshia che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo, in merito al barcone affondato al largo di Lampedusa durante i soccorsi, con più di 150 migranti dispersi in mare, che chiede chiarezza sull'accaduto.BR Don Zerai spiega di essere in contatto con alcuni «testimoni che hanno visto i cadaveri all'obitorio, li hanno riconosciuti e hanno riferito dei colpi d'arma da fuoco sui corpi».BR «Non sappiamo - ha spiegato il sacerdote - da dove siano partiti i colpi, chi abbia sparato, ma non possiamo escludere che le vittime siano state colpite mentre erano in mare e che qualcuno abbia sparato sui migranti in fuga».BR