Frankenstein, al Fraschini teatro per le scuole
b PAVIA/bb. Capostipite della letteratura fantastico-horror, nato dalla fantasia di Mary Shelley, «Frankenstein» ha avuto numerosi versioni, anche parodistiche, al cinema e sul palcoscenico. L'ultima trasposizione è dovuta a Palchetto Stage, che la presenta in lingua originale al Teatro Fraschini (domani, ore 9.15 e 11.30).BR /b Gli spettacoli sono riservati alle scuole medie inferiori e al biennio delle superiori. Incalzante la trama, che fonde elementi gotici con un vivido realismo: il barone di Frankenstein costruisce con pezzi di cadaveri un uomo artificiale al quale dà, per sbaglio del suo aiutante, un cervello criminale.BR Animata dalle folgori, la Creatura mefistofelica, che parla un inglese forbito e misurato imparato ascoltando (di nascosto) lezioni impartite da un giovanotto alla propria fidanzata, spinta dalla sua solitudine sfugge, però, al controllo dello scienziato. Mossa da una cattiveria e una sete di vendetta esasperate, si macchia di delitti orribili finché braccata da una popolazione esasperata verrà messa a morte, con il fuoco, in un vecchio mulino. In questo allestimento, diretto da Francis Watson il racconto - uno studio, pieno di compassione, sull'angoscia dell'anormalità, sul destino di un essere intelligente e articolato che uccide solo quando vi è spinto dalla ripulsa e dalla delusione, sull'ipocrisia di una società che esclude il diverso, sulla giustizia umana che condanna l'innocente lasciando libero il vero colpevole - si sviluppa, fedelmente alla struttura della pagina scritta, come un grande flashback nel quale Frankenstein racconta all'esploratore Walton la propria storia per metterlo in guardia sui pericoli che si nascondono dietro l'eccesso di ambizione. Uno dei temi che lo spettacolo pone maggiormente in risalto è, infatti, questo: Frankenstein fin da bambino è spinto da un desiderio bruciante di vincere le leggi della natura e come un moderno Prometeo è alla ricerca della «scintilla della vita», che invece lo condurrà a un futuro di dolore e di morti assurde. A questo primo aspetto, la messinscena ne affianca un secondo altrettanto rilevante: quello dell'amore tenero di Frankenstein e della dolce Elizabeth, sentimento che nasce e viene nutrito fin dalla giovane età dei due protagonisti, ma è anche l'anelito che domina l'indole del mostro.BR