«Plinio Fraccaro, vi racconto lo storico rettore magnifico»

b PAVIA./b Antifascista, lungimirante e aperto alle innovazioni: cosi Plinio Fraccaro appare nel libro a lui dedicato 'Uno storico rettore magnifico" (Cisalpino, pagg. 249), scritto da Francesco Torchiani, laureato in Storia contemporanea all'Università di Pavia e 'dottorando" alla Normale di Pisa, in questo momento ad Harvard per il secondo anno di dottorato. «Mi sono occupato di Fraccaro sin dalla mia tesi di laurea per due motivi - spiega l'autore -. In primo luogo potevo trattare un argomento importante per la storia del nostro ateneo e dell'Università italiana in un momento delicatissimo della nostra storia nazionale, vale a dire gli anni compresi tra la caduta del fascismo, la guerra e la nascita della Repubblica. Dall'altro, grazie al carteggio privato del rettore, per la prima volta reso disponibile, era possibile gettare una luce diversa sullo stesso Fraccaro, uno dei più grandi antichisti italiani del '900, tra i pochi professori universitari apertamente antifascisti dell'Università di Pavia».BR Fraccaro nel lavoro di ricostruzione portato a termine da Torchiani appare come un uomo dalla singolare ampiezza di vedute, non solo per questioni storiche. «Basta leggere i discorsi tenuti negli anni in cui fu rettore, dal 1943 al 1959, per rendersi conto dell'attualità del suo pensiero riguardo ai problemi della vita universitaria - aggiunge l'autore -. Per Fraccaro l'istruzione, soprattutto quella universitaria, era il solo mezzo adatto a garantire la mobilità sociale. La sua stessa vita ne era la prova: era figlio di un falegname di Bassano del Grappa che parti per gli Stati Uniti senza mai fare ritorno. Studiò da privatista, si laureò a Padova e mantenne la madre e il fratello insegnando. Poco più che trentenne, nel 1915, ebbe la cattedra di Storia antica a Pavia. Una carriera straordinaria anche per quei tempi, culminata con la laurea honoris causa ad Oxford nel 1953 e l'ingresso nell'Accademia dei Lincei. Le idee dello 'storico rettore magnifico" erano innovative. «Per essere un ascensore sociale efficace, secondo Fraccaro l'Università doveva essere molto severa e rigorosa - conclude Torchiani -, destinata a pochi studenti meritevoli, indipendentemente dalla loro estrazione sociale. Per questo favori i collegi storici pavesi, ossia il Ghislieri e il Borromeo, e ne apri altri due: il Cairoli e il Branda Castiglioni. Negli anni in cui Fraccaro fu rettore, l'Università di Pavia conobbe una stagione davvero straordinaria. Nei suoi ranghi ci furono docenti e intellettuali illustri, da Caretti a da Enzo Paci a Enrica Malcovati e molti altri». (d. z.)BR