«Il prefetto venga a raccontare l'indagine sull'Asl»

b PAVIA./b Nella lista dei testimoni citati dalla difesa di Chiriaco compaiono l'avvocato pavese Pino Neri, ritenuto uno dei capi della 'ndrangheta in Lombardia, e Cosimo Barranca, per l'accusa il capo del locale di Milano. L'unico rappresentante delle istituzioni chiamato a parlare in aula è il sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo. Al suo nome potrebbe ora aggiungersi anche quello del prefetto Ferdinando Buffoni. A chiedere la sua deposizione, ieri, sono stati gli stessi legali dell'ex direttore sanitario dell'Asl. L'istanza degli avvocati riguarda l'indagine della commissione d'accesso all'Asl, che è stata chiusa nei giorni scorsi. «Abbiamo chiesto al prefetto la relazione conclusiva, ma non ci è stata data - ha spiegato l'avvocato Oliviero Mazza -. Visto che su alcuni organi di stampa è apparsa la notizia che la commissione non avrebbe riscontrato irregolarità durante la gestione di Chiriaco all'Asl, chiediamo che il prefetto venga a dire in aula se è vero oppure no». Il collegio dei giudici presieduto da Cesare Beretta e composto da Luigi Riganti e Pietro Balduzzi ha deciso di prendere tempo, riservandosi la decisione.BR Era stato proprio Buffoni, lo scorso ottobre, ad affidare al gruppo composto dal viceprefetto Rinaldo Argentieri, dall'ex questore Giovanni Calesini e da Lucio Mastromatteo, ex dirigente della Regione, il compito di verificare se la gestione di Chiriaco, nel periodo in cui era stato direttore sanitario, avesse in qualche modo inficiato l'attività e i servizi dell'ente, attraverso presunti collegamenti con la criminalità organizzata. Il lavoro, passato attraverso l'ascolto e la verifica di centinaia di persone, è durato in tutto sei mesi. Ma i risultati non sono stati ancora resi noti. Il prefetto, smentendo alcune voci che riferivano di anomalie riscontrate nei servizi della distribuzione dei farmaci e dei ricoveri, intervenendo al convegno 'Governincontra", si è limitato a parlare di «conclusioni rassicuranti» che «possono farci sentire orgogliosi del nostro sistema sanitario». Buffoni ha quindi concluso: «Sottoporrò la relazione all'esame del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e poi la invierò al ministro dell'Interno». (m. fio.)BR