Cento firme per riavere i quartieri

bPAVIA./b Più cento firme in due ore: la soglia minima per presentare una delibera di iniziativa popolare è di 150 firme e il comitato promotore della ricostituzione dei comitati di quartiere canta vitoria. «Sono bastate un paio d'ore e abbiamo superato i due terzi delle firme necessarie con il solo gazebo di piazza Vittoria - spiegano i promotori -. Entro la settimana formalizzeremo la delibera e la depositeremo in Comune». Il passaggio successivo sarà la discussione dell'iniziativa in consiglio comunale. «Per ripristinare a costo zero uno strumento di democrazia e partecipazione popolare come i comitati di quartiere basta una modifica allo statuto comunale e l'approvazione di un regolamento che stiamo già predisponendo», spiega Fabio Castagna, consigliere comunale del Pd che fa parte del comitato promotore insieme a Radicali, Democrazia e Solidarietà, Federazione della Sinistra, Italia dei Valori, Insieme per Pavia, Partito Socialista e Sel. «I nuovi comitati di quartiere sarebbero a costo zero - aggiunge Castagna -. Non sono previste indennità di presidenza o gettoni di presenza per le sedute. Le sedi sono già disponibili e attrezzate visto che si porebbero usare le vecchie sedi di quartiere. E ci sarebbe la possibilità di coinvolgere nelle decisioni per la città anche chi non è residente a Pavia ma ci vive come gli studenti fuori sede». Resta il problema delle elezioni: chi ne pagherebbe i costi visto che la legge che ha abolito le circoscrizioni nelle città con meno di 150mila abitanti vieta ai Comuni di farlo? «Come premessa va detto che le spese per la democrazia non sono soldi sprecati - conclude Castagna -. Detto questo, sarebbe possibile votare i consigli di quartiere nell'ambito di altre elezioni per abbattere i costi. Non le comunali perchè la legge lo vieta, ma si possono cercare alternative studiando i sistemi utilizzati da città cove i comitati esistono già». (s. ro.)BR