Valmori: «Mi hanno calunniato»

b VOGHERA./b bHanno accusato l'avvocato Giovanni Valmori di avere falsificato alcuni documenti per il pagamento di parcelle. E ora sono a processo per calunnia. Massimo Tonoli, 34 anni e sua zia, Fernanda Fregosi, vogheresi, sono comparsi ieri mattina davanti al giudice Daniela Garlaschelli. Li difende l'avvocato Ettore Nicotra, mentre Valmori è parte civile con l'assistenza dell'avvocato Isabella Cerutti. Tutto il processo si giocherà su alcune perizie grafiche.BR /b Valmori difese Tonoli quando, nel settembre 2004, il giovane venne arrestato. Il legale vogherese, per quella prestazione professionale, chiese di essere retribuito. Si avvalse di tre documenti (due firmati da Tonoli e uno dalla zia) nei quali, in sostanza, ci si impegnava al pagamento di parcelle per una somma di 7.500 euro.BR Dopo la notifica di un decreto ingiuntivo con il quale, nel 2009, Valmori reclamava il pagamento di quanto gli era dovuto, Tonoli e la Fregosi sostennero che i documenti che recavano la loro firma non erano autentici. E presentarono una querela, nei confronti di Valmori, con l'accusa di falso. L'inchiesta che ne segui, tuttavia, si chiuse con l'archiviazione della posizione del legale. Conseguenza automatica fu una querela per calunnia nei confronti dei due e ieri mattina, davanti al giudice Daniela Garlaschelli e al Pm Marcello Malavasi, si è aperta l'istruttoria dibattimentale. E' stata raccolta la testimonianza dell'avvocato Valmori, che ha confermato quanto contenuto dalla querela e poi l'udienza è stata rinviata al 15 luglio. In quella data verrà raccolta la testimonianza della dottoressa Contessini, perito grafologo, che ha analizzato le firme su incarico della Procura e pare abbia concluso sostenendo che, effettivamente, appartengono a Tonoli e a sua zia.BR L'avvocato Nicotra, che difende i due, offre ovviamente una lettura diversa degli eventi. Sostiene che preliminarmente alla parcella da 7.500 euro, all'avvocato erano già stati versati 25.000 euro, sempre per l'attività di difesa del giovane. Aggiunge che i periti si sono pronunciati in maniera non concorde, tenendo conto che, nel frattempo, sulla vicenda è in corso anche una causa civile. «Se anche le firme appartenessero ai miei clienti - dice l'avvocato Nicotra - ci sarebbe da discutere circa la genuinità dell'atto». Si tratterebbe, insomma, di capire se Tonoli e la Fregosi abbiano firmato gli impegni al pagamento consapevoli di quanto stavano sottoscrivendo. Questa, almeno, è la versione della difesa. Spetterà al giudice vagliare gli elementi di prova portati dal pubblico ministero e dalla difesa. Il processo riprenderà il prossimo 15 luglio con l'esame di nuovi testimoni. Non è escluso che, nel frattempo, i due imputati possano chiedere che il giudice disponga una nuova perizia calligrafica. Un accertamento che si affiancherebbe a quelli portati a termine su disposizione delle parti processuali, ma che avrebbe un valore aggiunto di terzietà.BR