Cablelettra, a Robbio restano 90 dipendenti

bROBBIO. /b«Le novità su Cablelettra ci sono, ma non sono positive. L'azienda, la giapponese Yazaki, ribadisce che vuole applicare ai lavoratori che rimarranno in Cablelettra il contratto del commercio e non quello dei meccanici, sostenendo che non c'è più niente di produttivo». Carlo Bossi, sindacalista della Fiom Cgil pavese, non è soddisfatto per il vertice di ieri a Roma, sul futuro della Cablelettra di Robbio. «Applicare il contratto del commercio a questi lavoratori - sottolinea Bossi - avrebbe due conseguenze pesanti: nel momento in cui dovessero essere previsti degli esuberi, sarebbe più semplice lasciare a casa i dipendenti e, inoltre, non ci sarebbe più la copertura degli ammortizzatori sociali». Domani pomeriggio, alle 15, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali che hanno partecipato all'incontro romano di ieri, spiegheranno in assemblea ai lavoratori della Cablelettra che cosa è stato detto al Ministero dello sviluppo economico.BR Circa i numeri, su 293 dipenenti complessivi del gruppo Cablelettra «ne resterebbero occupati 120 - spiega Bossi - di cui 90 allo stabilimento di Robbio e 30 a Limatola (Benevento). Tra l'altro, i 90 dipendenti di Robbio dovranno poi andare a lavorare a Torino, anche se sul 'quando" e in che stabilimento, ancora non si sa niente di certo».BR Dopo il vertice di ieri, le parti si sono aggiornate per un nuovo incontro fissato per il 6 aprile. «Anche a Limatola - sottolinea Bossi - la prospettiva si salvare solo 30 dipendenti su 92 è un problema». Durante le trattative, a complicare la situazione, si è inserita anche l'enorme tragedia del terremoto e dello tsunami in Giappone, dove la Yazaki ha subito la distruzione di tre stabilimenti. Il sindacato, comunque, pur rispettando il dramma che ha colpito anche l'azienda che vuol rilevare la Cablelettra, ritiene che per un colosso internazionale con le dimensioni della Yazaki, non dovrebbe essere un problema l'investimento in Italia. (d.a.)BR