«Il 2010 è stato un anno orribile»

b STRADELLA./bIl reddito pro-capite è diminuito con un conseguente crollo dei consumi. I primi ad accorgersene sono i commercianti. Sabrina Maserati, della profumeria 'La coccinella" dice: «La crisi si sente e sta aumentando rispetto all'anno scorso. Io però ho trovato un lato positivo: ho acquisito nuova clientela che si è allontanata da altri negozi. Quindi a dir la verità, io per il 2010 ho chiuso 'in pari"». Matteo Porri, titolare dell'omonimo negozio di abbigliamento, rivela che «No, sinceramente noi questa situazione di crisi non la sentiamo più di tanto. Naturalmente bisogna essere ancora più attenti di prima nella ricerca del prodotto, per fornire sempre capi di qualità». Nicoletta Bellinzona, della cartoleria 'Il pastello", invece, è pessimista: «Le vendite di riviste sono un po' calate e lo stesso discorso vale anche per i giochi e per gli altri articoli di cartoleria. Il 2010 è stato molto duro, forse il peggiore degli ultimi anni». Dello stesso avviso, Paola Rossetti, titolare di un banco di tessuti al mercato: «Dal 2009 abbiamo sentito molto la crisi. La gente spende con il contagocce. Il problema è la stabilità del lavoro: noi lavoriamo con chi svolge a sua volta un'occupazione ed ha un guadagno fisso; se questo viene a mancare anche noi ne risentiamo». Nessun sentore particolare di crisi per Marilisa Marchetti de ‘La panetteria': «Per il momento tutto tranquillo. Ci sono giorni in cui si lavora di più e altri meno, ma niente di rilevante» e per Rita Iacopetta de ‘La torrefazione': «Si capisce che la gente fa fatica, ma da me la crisi non sembra pesare più di tanto. A pesare sono invece tasse e bollette».BR

Elisa Ajelli