Materna a Lardirago, 18 bimbi restano esclusi
b LARDIRAGO./b Protestano i genitori dei 18 bambini che non potranno frequentare la scuola materna di Lardirago, esclusi dalla graduatoria e ora in lista d'attesa. Su 27 bimbi che hanno presentato domanda solo nove sono stati accolti e tra questi alcuni non sono residenti. La graduatoria è provvisoria e bisognerà attendere fino al 7 aprile per quella definitiva, ma le speranze di veder ribaltata la situazione sono poche. «Finora il Comune ci ha ignorati, evitando di incontrarci», sostengono alcuni genitori che lunedi si sono riuniti e hanno deciso di chiedere al sindaco di istituire una terza sezione comunale. Ma è anche l'opposizione ad attaccare gli amministratori. «Il Comune avrebbe dovuto stabilire alcune priorità per agevolare i residenti - afferma il capogruppo Luigi Cella - si rischia di far collassare in futuro l'intero ciclo didattico lardiraghese su cui in passato si è investito molto». Il sindaco Roberta Giardini ribatte che «da parte dell'Amministrazione c'è stata sempre la massima disponibilità per perrisolvere una situazione che non dipende dal Comune» e annuncia che «la giunta ha già deciso di chiedere una terza sezione statale e sta valutando i costi per quella comunale». «I criteri per preparare le graduatorie sono stati individuati dalla direzione didattica», chiarisce Giardini che incontrerà i genitori giovedi. A lamentarsi non sono solo le famiglie residenti a Lardirago. «La prospettiva - dice Raffaella Capocchiano - è quella di iscrivere mio figlio in un istituto privato pagando una retta di circa 200 euro al mese e costringendolo a viaggiare». «Lavoriamo a Milano sia io che mia moglie - spiega Giuseppe Caruso - e dalla direzione didattica mi hanno detto che potrei trovare posto a Zeccone, ma come facciamo a riprendere mia figlia nel pomeriggio? Qui possiamo contare sull'aiuto di una vicina». Ma c'è anche chi non ha l'auto, come Vita Maltese: «Ho chiesto chiarimenti al circolo didattico che mi ha risposto di sottoporre il problema al sindaco o di rimandare di un anno l'ingresso a scuola di mio figlio». «Paghiamo le tasse qui - sostiene Raffaella - e ci vediamo togliere un nostro diritto».BR
Stefania Prato