QUESTO STATO NON SA PIU' AFFRONTARE LE EMERGENZE

BR Siamo di fronte ad un'ondata immigratoria forte e concentrata nel tempo (poche settimane) e nello spazio (Lampedusa). Non siamo però di fronte all'ondata «biblica» evocata per giorni dal ministro Maroni. Gli arrivi via mare vengono valutati, sin qui, sui 10mila. Prima del patto con Gheddafi, i tanto drammatizzati arrivi annui dal Mediterraneo stavano fra 28 e 35mila, il 10 %, a dir molto, del totale. Il grosso arrivava via terra, da est (spesso soltanto in transito).BR Perché allora si è creato questo incredibile caos? Anzitutto perché nell'ultimo biennio, invece di dedicarci operosamente alla prevenzione (non soltanto «poliziesca») del fenomeno, ci siamo compiaciuti dei buoni risultati ottenuti dal «socio libico».BR Costretto Gheddafi a pensare ad altro, ci siamo trovati del tutto scoperti. Il ministro Tremonti, ha enunciato pochi giorni fa la politica (non nuova, ma condivisibile, e però a medio termine) di «aiutarli a casa loro». Subito il suo collega di governo Bossi ne enunciava un'altra sintetizzata in un vergognoso «Foera d'i bàll», fuori dalle palle. La politica delle cannoniere. Evidentemente uno pensa alla testa e al cuore della gente, l'altro soltanto alla pancia. Mentre il presidente Berlusconi pensa agli affari suoi. Coi bei risultati a tutti noti.BR Possibile che lo Stato italiano sia cosi mal ridotto da non riuscire ad organizzare un po' meglio, in varie settimane (non in 2-3 giorni), l'accoglienza dei migranti dal mare? Da una parte, lo Stato è stato cosi svuotato di risorse, energie e quadri, che non sa più far fronte alle emergenze se non a costi altissimi e comunque solo parzialmente. Dall'altra, il governo è parso lasciar deteriorare la situazione contando anche cosi di spingere l'Unione Europea a dare una mano (come dovrebbe, essendo noi in prima linea).BR Questa seconda eventualità esigeva uno straccio di politica estera che questo governo però non ha. Bisognava approfittare della tregua (precaria) assicurata dal patto con Gheddafi per stringere alleanze durevoli coi Paesi del Sud Europa.BR Non se ne è avuta notizia. E' un po' come per l'intervento in Libia: condizionato dagli egoismi e dalle miopie politiche della Lega (che non riesce ad essere partito di governo se ci sono prezzi da pagare), trattenuto da non si sa quali suoi legami personali, Berlusconi ha assunto un atteggiamento ambiguo fino alla renitenza. Rimanendo cosi escluso da Francia-Inghilterra-Stati Uniti dal quadro dove si discutono e si prendono le decisioni. Per adesso e per dopo. Ora Maroni pretende di distinguere fra profughi (libici) e clandestini (tunisini) onde respingere i secondi. Ma, a parte la difficoltà di simili distinzioni (molti tunisini vogliono andare in Francia), arrivano somali ed eritrei, cioè rifugiati. Si pretende poi di richiudere i migranti in campi invivibili, e di riacchiapparli se fuggono.BR Ma esiste un reato di «evasione»? Al fondo di tutto, c'è però, soprattutto, l'atteggiamento della Lega che, al governo del Paese e di Regioni-chiave del Nord, respinge da sé il problema stesso dell'immigrazione, lo rifiuta, blindandosi in un suo orto «felice» e pretendendo che il Sud e le Isole di fatto si arrangino. Miope e francamente disumano, anzi disgustoso.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Vittorio Emiliani