Mediatori, professionisti dell'accordo
bPAVIA./bb Si è avviata la macchina della mediazione obbligatoria. Nasce la figura professionale dei mediatori civili che dovranno occuparsi di liti civili o commerciali, dalle successioni agli affitti di aziende, dalle beghe condominiali. E solo se il loro sforzo dovesse fallire si approderà in tribunale o dal giudice di pace.BR /b La legge prevede l'obbligo di passare dai mediatori, che comunque non hanno il compito di esprimere un giudizio e attribuire torti o ragioni, e tentare di arrivare ad un accordo che ha titolo esecutivo e che quindi va rispettato. Un'opportunità anche per i giovani, ma, avvertono gli ordini degli avvocati e dei commercialisti, solo per coloro che hanno un'ottima preparazione e un'adeguata esperienza. La riforma dà la possibilità ad una vasta gamma di professionisti di iscriversi nell'elenco dei mediatori. Non solo avvocati e commercialisti, ma anche notai, architetti, ingegneri, senza dimenticare i geometri. Il Ministero della Giustizia indica gli organismi di mediazione, ciascuno dei quali stilerà un proprio elenco. Il mediatore diventa una sorta di libero professionista legato a questi organismi. Se il nuovo istituito, nelle intenzioni del legislatore dovrebbe ridurre i tempi della giustizia, può comunque rappresentare un'occasione per chi vuole allargare la propria formazione professionale. Le tariffe dipendono dalla lite e, sono piuttosto basse se gli importi sono ridotti. Per mediazioni fino a mille euro, ad esempio, la spesa massima è di 65 euro per ciascuna parte. Poi la tariffa cresce fino a 9200 euro in caso di controversie dal valore superiore a 5 milioni di euro. La Camera di Commercio ha già avviato al Ministero tutte le documentazioni necessarie per diventare uno degli organismi di mediazione. «Si tratta di una grossa opportunità anche per neo diplomati e laureati - afferma il presidente Giacomo de Ghislanzoni - che in questo modo possono ampliare formazione e competenze». Per il presidente dell'ordine dei commercialisti di Pavia, Lucio Aricò, è «un'occasione per i giovani», ma è «un istituto che non va snobbato dai professionisti di maggiore esperienza». «Sono un conciliatore e so che l'esperienza è fondamentale per risolvere alcuni casi - sostiene Aricò -. Per questo dovrebbero diventare mediatori soprattutto ragazzi dotati di competenze tecniche, ma anche di capacità di valutazione. Sono infatti chiamati a svolgere un ruolo importante, devono convincere le parti a trovare un accordo su una soluzione condivisa». Guarda con cautela alla mediazione l'ordine degli avvocati. «Per dare una sorta di garanzia di professionalità a questa figura - afferma Marcello Ravetta, presidente del neo organismo di mediazione, delegato dal presidente dell'ordine - faranno parte del nostro elenco solo avvocati e iscritti all'albo da almeno 3 anni. Il ruolo dei mediatori sarà molto delicato, per questo devono aver maturato una certa esperienza e avere un'ottima preparazione».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Stefania Prato