Milano: «Senza alternative dura fare di più»

bPAVIA. /bLa sconfitta non toglie serenità a Gianfranco Milano. «Per giocarci la partita avremmo avuto bisogno di qualche alternativa in più in panchina - spiega il tecnico della Riso Scotti - invece l'unico riferimento era Brown. Nel terzo set ho provato una cosa nuova mettendo Biccheri nel ruolo di banda, ma ci sono state delle incomprensioni e gli arbitri hanno acuito la nostra situazione psicologica con alcune decisioni discutibili, cosi siamo tornati subito all'antico, mettendo di nuovo Kanoh in campo. Ne è uscita nel complesso una brutta partita che però possono capitare, specie in situazioni come la nostra. Importante però è non adattarci e, una volta constatata l'inferiorità, non aspettare la fine della partita, ma cercare di reagire sempre. Dobbiamo farlo a prescindere dalle difficoltà che possiamo vivere».BR La Yamamay è partita molto forte, stroncando ogni velleità delle pavesi e facendo loro capire che non era giornata. «Alcune mie giocatrici hanno sentito presto l'incapacità di rimanere in partita - continua Milano - e questo ha creato dello scoramento. Non abbiamo tanti punti di riferimento e se ne viene a mancare uno è dura anche per le compagne. Brown, ad esempio, è partita bene, ma nel finale si è affievolita, il che è inevitabile perché dopo due mesi che è in Italia non si è ancora calata completamente nella nostra realtà. Busto invece sapeva quali sono i nostri punti deboli e ci ha tolto subito le poche sicurezze costruite nel tempo».BR Oltre alla tecnica con Busto ha pesato anche il fattore psicologico. «Dopo un pessimo inizio nel secondo set siamo anche arrivati vicino - continua Milano - ma abbiamo vacillato e le abbiamo aiutate a ripartire. In allenamento dovremo lavorare per rendere difficile la vita a ogni avversaria. Ci vuole tempo, perché sono tutte ragazze abituate a ritmi diversi, si stanno adeguando in condizioni molto difficili, per cui secondo me stanno dando il massimo, ma qualche volta hanno bisogno di tirare un po' il fiato perché non reggono psicologicamente di dover dare sempre il massimo contro squadre che non ti concedono nulla».BR Per Alessia Mastrilli è stata la prima da libero titolare al palaRavizza. «Ero molto emozionata - confessa - . E pensare che ero venuta alla Riso Scotti per fare il cambio e invece dalla serie C mi sono trovata titolare contro Busto. Le assenze di Cvetanovic e Celeste Poma hanno pesato e quando Busto ha affondato i colpi, abbiamo faticato a reggere il confronto sul piano psicologico».BR

Maurizio Scorbati