Allegri stuzzica l'Inter
b MILANO. /bMassimiliano Allegri non ha paura del derby e rovescia ansie e timori sull'Inter. I nerazzurri - nel pensiero dell'allenatore - sono quelli che hanno più da perdere in questa partita. I numeri premiano il Milan in testa alla classifica da ventuno giornate. Inizia la guerra dei nervi e delle schermaglie dialettiche a una settimana dal confronto che può cambiare la storia dello scudetto 2010-2011. Abile ribaltone mediatico da parte di Allegri, che offre un'immagine serena e ottimista dopo la decisione della Commissione d'appello Federale che ha ridotto di una sola giornata la squalifica a Ibrahimovic (il giocatore salterà la partita contro l'Inter) e la serie negativa del Milan con l'eliminazione dalla Champions e la sconfitta in campionato contro il Palermo. Niente paura, nulla è perduto, il Milan non è all'angolo: è il messaggio di Allegri, pacato, rassicurante, sicuro di sé. «Visti gli ultimi due risultati - sottolinea - la pausa delle nazionali non potrà fare altro che bene». Nessuna polemica sulla «sentenza-Ibrahimovic» che commenta con ammirevole fair play: «Abbiamo accettato la decisione del giudice, l'importante è che almeno a Firenze ci sia. Non ha senso dire se sia stata un'ingiustizia o meno. Sono certo che i giocatori a disposizione faranno una grande partita. Questo derby è più importante per l'Inter che per noi». Accetterebbe di perdere contro i nerazzurri a patto di vincere lo scudetto? Allegri risponde senza esitazioni: «Si, alla fine quello che conta è vincere il titolo. Siamo in testa da 21 giornate, quindi non dobbiamo essere assolutamente preoccupati nel giocare questa partita, anche se sappiamo che l'Inter era la netta favorita per lo scudetto al 29 agosto. Se a questo punto siamo davanti noi, significa che ce lo meritiamo». Cassano azzurro - commenta Allegri - ha fatto discretamente bene ma nel complesso il reparto offensivo, ultimamente non prolifico, non lo impensierisce: «Abbiamo il terzo attacco del campionato e anche la migliore difesa. Ci sta, durante un campionato, che in due o tre partite l'attacco possa non andare a segno».BR