Bimbo morto di Casorate, ipotesi ulcera

BR b PAVIA./bb Domani Alessandro avrebbe invitato i compagni alla sua festa di compleanno. Invece ci sarà solo il tempo per il dolore e le preghiere. Alle 15.30 al rosario in chiesa. E martedi al funerale.BR /b Ieri mattina, al termine dell'autopsia che si è svolta all'istituto di Medicina legale, il magistrato ha concesso il nullaosta perché la salma del piccolo Alessandro Bedin, 7 anni, tornasse a casa.BR I risultati degli accertamenti condotti dai periti saranno consegnati entro 90 giorni al sostituto procuratore Paolo Mazza, che ha aperto un'inchiesta sulla morte del bambino di Casorate.BR Dalle prime indiscrezioni, l'ipotesi più accreditata sulla quale starebbero lavorando i periti sembra essere quella di un'ulcera. Sarà però l'esame istologico a fornire qualche elemento in più sui tempi e le modalità con cui la presunta perforazione potrebbe essere avvenuta.BR «Aspettiamo il deposito della perizia - conferma l'avvocato Marcello Perrone, legale della famiglia Bedin - ma ad autopsia effettuata mi sento di dire che probabilmente un maggiore scrupolo, qualche accertamento diagnostico in più, avrebbero permesso di intuire il problema. O forse, visto che il malessere durava da giorni, ci chiediamo se non fosse stato ipotizzabile anche un ricovero. Una notte in osservazione. Colpisce che un bambino, sottoposto a una visita medica poche ore prima, possa morire cosi. C'è qualcosa di anomalo». Tre i periti che ieri mattina hanno eseguito l'autopsia a Medicina Legale: il professor Osvaldo Morini per conto della famiglia Bedin, Antonio Osculati dell'Università di Pavia nominato dalla Procura e un medico legale di Varese nominato da Gian Pietro Noè, il medico della clinica pediatrica che mercoledi notte ha visitato Alessandro Bedin e che è stato raggiunto venerdi da un avviso di garanzia. Un provvedimento necessario per disporre tutti gli accertamenti medici legali, acquisire le cartelle cliniche e il referto di quella sera. Una verifica che anche il San Matteo ha avviato, parallelamente. Quando Alessandro è stato visitato, prima di mezzanotte, non aveva febbre. Ma lamentava dolori alla pancia e dissenteria che però, aveva rilevato il pediatra, sembrava essere in fase di remissione. L'addome era 'palpabile", morbido alla pressione. E una delle strade che i periti percorrerranno, quando potranno disporre dei risultati dell'esame istologico, potrebbe essere proprio questa. Capire in quale fase è subentrata la complicazione. E se fosse stata diagnosticabile la sera precedente. Se si fosse trattato di un'ulcera, ma è solo una delle ipotesi aperte da verificare, l'apertura avrebbe potuto causare una peritonite acuta. La notte di Alessandro è stata tormentata. E la mamma l'ha stretto tra le braccia nella speranza di alleviare il dolore che il piccolo a parole non riusciva ad esprimere, se non con il pianto e il lamento. Fino all'alba quando le condizioni hanno subito un tracollo improvviso, e il cuore del bambino si è fermato.BR

Maria Grazia Piccaluga