«Fermiamo le stragi del sabato sera»

bPAVIA./b Di morti ai bordi della strada Antonio Savoldi ne ha visti troppi. Per questo ha deciso scrivere il libro 'La folle corsa" (Serra Tarantola Editore, 17 euro). Perché è un poliziotto, ma è anche uno scrittore. Attualmente in servizio presso la Polizia giudiziaria di Brescia, Savoldi ha deciso di raccontare in questo libro la sua decennale esperienza di agente della Stradale.BR Proprio da questo volume prende spunto l'incontro organizzato dall'Associazione genitori e scuola, che si terrà domani al collegio Santa Caterina: l'autore dialogherà di alcool, stupefacenti e incidenti stradali con gli studenti delle scuole superiori (ore 15).BR Un tema forte, affrontato soltanto quando il dramma ci tocca da vicino e che Savoldi tratta in maniera cruda e realistica.BR bDa dove nasce l'esigenza di scrivere 'La folle corsa"?BR /b«Come agente della Stradale mi è capitato molte volte di avvisare i genitori di ragazzi morti in incidenti, e questo mi ha reso partecipe del loro dolore. Ma il libro nasce soprattutto dagli incontri che da anni faccio coi ragazzi: hanno una percezione della morte molto distante dalla realtà».BR bChe cosa racconta nelle sue conferenze?BR /b«Parlo di quello che ho visto. E fa il suo effetto sentire uno sbirro parlare di morti che ha raccolto con le sue mani dai margini della strada. Racconto dei ragazzi rimasti invalidi, di quelli scomparsi, e lo faccio in maniera realistica. Oggi i ragazzi sono abituati alle fiction, ma la realtà è diversa».BR bCome affronta un tema cosi difficile?BR /b«Dicendo le cose come stanno, senza falso pudore. In Italia ci sono 16 morti al giorno per incidente stradale, di cui sei sono pedoni e uno è un bambino. Senza contare gli invalidi permanenti, che ogni giorno sono 54. Chi di noi uscendo di casa ha pensato: oggi potrebbe toccare a me? Bisogna sapere come si muore sulla strada».BR bParla anche di droga e di alcol?BR /b«Certo. La droga e l'alcool sono due enormi problemi, e se ora s'inizia a parlare di alcool e incidenti stradali in maniera seria, lo stesso discorso ancora non si è fatto con le droghe».BR bC'è bisogno di fare più educazione stradale?BR /b«Ce n'è un enorme bisogno, fin dall'infanzia. Con l'Associazione famigliari vittime della strada stiamo mettendo a punto un progetto rivoluzionario, che vorremmo portare anche nelle scuole di Pavia».BR

Gabriele Conta