Nuovo primario a Ostetricia
BR bVIGEVANO. /bAl via lo screening del primo trimestre per le donne in gravidanza, all'istituto di cura Beato Matteo, diretta da Pietro Gallotti. Da aprile, il reparto di ostetrica e ginecologia della struttura sanitaria di corso Pavia, darà un'accelerazione ai servizi offerti non solo nella diagnosi prenatale, ma anche per l'assistenza al parto e post-parto e, in campo ginecologico, alla diagnosi precoce del tumore all'utero.BR Ieri pomeriggio, all'istituto di cura, è stato presentato il nuovo primario, il dottor Giampiero Ricciardo, 55 anni, dal 1º febbraio subentrato nella guida del reparto al dottor Cesare Crosti «che si è dimesso dall'incarico di primario per ragioni personali - ha spiegato Gallotti - ma continuerà a lavorare con noi».BR Gallotti punta molto a potenziare i servizi del reparto di Ostetricia che, nel 2010, ha visto la nascita di 530 bambini. «Abbiamo introdotto il parto indolore - spiega Ricciardo - che è il metodo migliore che abbiamo per convincere le donne a ridurre il ricorso al parto cesareo».BR «Da due anni - ha aggiunto il direttore Gallotti - stiamo lavorando al progetto dell'ospedale senza dolore, estendendo alla Chirurgia, all'Ortopedia, all'Ostetricia l'esperienza dal reparto di Medicina dove, essendo quasi tutti oncologi, già da tempo stiamo attenti a eliminare il dolore inutile ai pazienti».BR «Da aprile - spiega Ricciardo - proporremo lo screening del primo trimestre, compresa la translucenza nucale, un'ecografia che si effettua nel periodo tra la 11esima e la 13esima settimana più sei giorni di gestazione. La translucenza evidenzia l'accumulo sottocutaneo di fluido localizzato dietro il collo del feto, nel primo trimestre di gravidanza. E' un 'ecografia rivolta a tutte le donne gravide, indipendentemente dall'età, per selezionare fra la popolazione di donne gravide 'non a rischio", quelle con feti a rischio elevato per cromosomopatie, per alcune malattie genetiche e per cardiopatie». Il Bi-test, un test biochimico possibile tramite prelievo di sangue materno. Un metodo di screening efficace per identificare nel primo trimestre circa il 90% dei feti con Sindrome di Down, è stato spiegato ieri, si basa sulla valutazione dell'età materna, sull'ecografia per la valutazione della translucenza nucale e il prelievo di sangue materno per il Bi-test.BR Metodi di diagnosi non invasivi cui, invece, «si può aggiungere un 'amniocentesi, un esame delicato, per le donne con più di 35 anni», spiega Ricciardo. Insomma, «l'obiettivo è quello di far slittare l'amniocentesi ad esame di seconda scelta». Il primario ha ricordato che, per la diagnostica prenatale, l'istituto di cura «Beato Matteo» dispone anche dell'ecografia morfologica.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Denis Artioli