Nessun coordinamento fra le forze in campo

BR bROMA. /bPer il ministro della Difesa Ignazio La Russa, lo ha dichiarato ieri, gli aerei messi a disposizione dall'Italia per l'intervento in Libia «si aggiungono agli assetti forniti dalle altre nazioni che partecipano all'operazione Odyssey Dawn e compiranno le loro azioni sotto un comando unico che è a Napoli». Ma di comando unico, secondo dichiarazioni che rimbalzano da Parigi, allo stato non ci sarebbe ombra.BR L'attacco su Tripoli da parte dei paesi partecipanti alla «coalizione dei volonterosi», è cominciato senza un comando congiunto, con le varie forze armate schierate in «operazioni militari parallele». Un attacco aperto dai francesi che avevano già pianificato i dettagli della loro missione e la scelta degli obiettivi da colpire.BR A confermare l'assenza di un comando congiunto è stato ieri lo stesso ministero della Difesa francese. «Per il momento non c'è uno stato maggiore centralizzato. Ognuno utilizza i propri stati maggiori in modo coordinato, ha spiegato un portavoce aggiungendo che i francesi sono installati a Mont Verdun, vicino a Lione. Il quartier generale britannico è invece a Northwood, periferia di Londra, mentre gli americani operano dalla base di Ramstein, in Germania. La guida di Odyssey Dawn è comunque affidato all'ammiraglio Samuel J.Locklear, capo delle forze navali americane in Europa ed Africa. Locklear è anche responsabile del JFC Naples Command della Nato.BR Le forze Nato, però, al momento «non sono ancora entrate in azione», sottolineano fonti della Us Navy a Capodichino, dove hanno sede il supporto logistico e i comandi aeronavali e sottomarini della VI flotta Usa. A frenare sull'intervento Nato, mentre da più parti si pressa l'Alleanza perchè assuma il comando, è la Turchia. Ankara teme che i bombardamenti in corso possano causare perdite civili anzichè proteggere la popolazione. La riunione del Consiglio atlantico, interrotta nel pomeriggio di ieri, è ripresa nella notte. Per ora i tre piani pronti da settimane rimangono nel cassetto: quello per la protezione delle operazioni di assistenza umanitaria, quello per il rispetto dell'embargo bellico e quello sulla no fly zone.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Natalia Andreani