Centro di accoglienza, ipotesi Rossani

b PAVIA./b Un sopralluogo dei dirigenti della prefettura alla caserma Rossani, un paio di settimane fa, ha fatto scattare il campanello di allarme nei dipendenti dell'Arsenale. E i sindacati hanno raccolto i loro timori chiedendo risposte al Gabinetto del ministero della Difesa.BR Non puntano il dito contro la possibilità che l'ex caserma dismessa possa trasformarsi in un centro di accoglienza per i profughi nordafricani. Azzardano anche delle cifre: trecento. Ma temono si possano creare «situazioni incompatibili con i lavoratori, tutti invalidi, ancora presenti nella struttura, parcheggiati in attesa di un reimpiego adeguato» scrive Faustino Giani, dell'Unione sindacale di base di Pavia.BR «Si sta speculando su notizie infondate» replica il prefetto, Ferdinando Buffoni. E smentisce categoricamente che l'area di via Riviera possa essere convertita in centro di accoglienza.BR Un'ipotesi affiorata nei giorni scorsi, insieme a quella dell'ex area logistica della base militare di Remondò. Possibili soluzioni valutate nel corso di una riunione dei prefetti lombardi che hanno il compito di censire aree papabili sul loro territorio per accogliere una quota dei profughi approdati sulle coste italiane. Una semplice missione esplorativa. Sopralluoghi preliminari. «Si parla di trecento profughi - dicono i sindacati -. Qui esiste una mensa che serviva 250 persone e bagni e docce per altre 200. La struttura sarebbe idonea. Ci risulta che anche la Croce Rossa sia stata preallertata. Quindi riteniamo ci siano motivi seri per preoccuparci». All'interno dell'Arsenale sono ancora presenti alcune decine di lavoratori, dipendnti del Genio militare, in attesa di ricollocazione. «Sbrigano pratiche, terminano l'inventario dei materiali prima della chiusura - dice Giani -. Hanno avuto una proroga fino a maggio. Temiano possa essere l'occasione per constringerli a fare le valigie molto prima. Vorremmo scongiurare ulteriori malesseri a soggetti già deboli». L'Usb si appella con urgenza, con una lettera inviata venerdi, al prefetto, a Comune e Provincia, oltre che al Gabinetto del ministero della Difesa. (m.g.p.)BR