Berlusconi: «Raid italiani? Forse inutili»
bROMA. /b «Gli aerei italiani sono pronti ad alzarsi in volo in quindici minuti. La nostra è una partecipazione attiva».BR È sera quando il ministro della Difesa Ignazio La Russa definisce la partecipazione del nostro Paese all'intervento della «coalizione dei volenterosi», mentre una circolare del capo della Polizia, Antonio Manganelli, ordina in tutta Italia l'aumento del livello di attenzione per gli obiettivi sensibili: porti, aeroporti, stazioni, ambasciate, manifestazioni pubbliche. Dice La Russa: «Abbiamo già messo a disposizione le basi, se necessario sono disponibili gli aerei». Soprattutto i Tornado Ecr, mezzi in grado di distruggere radar e postazioni missilistiche antiaeree con sistemi d'arma che né Francia né Gran Bretagna possiedono.BR Nel giorno in cui l'alleanza sferra l'attacco a Muammar Gheddafi, il governo si muove a due velocità. La Russa accelera: «Solo le basi? Non facciamo gli affittacamere, partecipiamo direttamente». Il premier Silvio Berlusconi frena: «Siamo disponibili a intervenire, ma non credo che serva: per ora solo le basi, mi sembra che siano una partecipazione importante» sottolinea, rassicurando il Paese: «Nessun missile può raggiungere l'Italia»: la gittata è 300 chilometri, troppo poco per arrivare a Lampedusa. Spera ancora il presidente del consiglio: «Che ci possa essere un ripensamento del regime libico».BR Ma sono ore in cui i fatti corrono più veloci delle dichiarazioni. Sette basi italiane, migliaia di militari, sono in stato di massima allerta. Su richiesta di Roma, il coordinamento delle operazioni è stato spostato da Stoccarda al Joint force command Nato di Napoli: «A Capodichino si deciderà dove e quando colpire la Libia» dichiara il ministro degli Esteri Franco Frattini, «questo è un successo della diplomazia italiana, come lo è la partecipazione della Lega araba». Nel comando interforze dell'Alleanza atlantica sono impiegati duemila militari di 22 nazioni, alla guida dell'ammiraglio americano Samuel J. Locklear: fonti interne negano una condizione di allarme particolare, ma i preparativi sono in corso, con briefing e simulazioni. Le basi aeree italiane che potrebbero essere utilizzate sono quelle di Sigonella, che ospita gli aerei spia Awacs, Trapani, dove sono di stanza i caccia bombardieri F16, Gioia del Colle, che schiera gli intercettori Eurofighter Typhoon, e Aviano con gli F16, mentre sono pronte anche Poggio Renatico in Emilia Romagna, Amendola in Puglia, la base di atterraggio di Pantelleria in Sicilia e Decimomannu in Sardegna. A Trapani Birgi, sede del 37º stormo dell'Aeronautica militare, dove da giorni gli Awacs della Nato sorvegliano dall'alto tutto quello che succede in un raggio di 300 mila chilometri quadrati, il cartello a led luminosi da ieri indica lo stato di massima allerta: «Status A». Tutto è pronto: qui sono stati rischierati i caccia Tornado Ecr di Piacenza, assieme ai Tornado Ids di Ghedi (Brescia), con capacità di attacco, e gli Eurofighter di stanza a Grosseto. Nel pomeriggio, inoltre, sono atterrati nove aerei canadesi da combattimento.BR Alle 19.30 di ieri, meno di due ore dall'avvio delle operazioni militari, la base di Decimomannu, a 25 chilometri da Cagliari, è stata aperta ai mezzi della forza internazionale: il primo ad atterrare è stato un tanker spagnolo usato per i rifornimenti, seguito da un velivolo canadese e da quattro F18 spagnoli. A Sigonella stanno riscaldando i motori sei F16 danesi, che si affiancheranno a quelli del Belgio a gli F18 della Spagna. È previsto inoltre l'arrivo di aerei americani nella base Usaf di Aviano.BR L'Italia è in campo con cinque navi della Marina impegnate nel Mediterraneo. Il cacciatorpediniere Andrea Doria pattuglia il Canale di Sicilia con compiti di rifesa aerea. Nelle vicinanze si trova la nave rifornitrice Etna, che è al comando dello Standing nato maritime group, mentre il pattugliatore Libra è al largo delle coste della Cirenaica con un carico di aiuti umanitari e la fregata Euro opera cone nave appoggio. Dopo aver lasciato Taranto, la portaerei Giuseppe Garibaldi è davanti al porto siciliano di Augusta: imbarca sei caccia Av8 e cinque elicotteri. Aspetta, in attesa di ordini. (m.r.t.)P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P