Auto rubata e poi bruciata
BR bVIGEVANO. /bbPrima hanno rubato l'auto al segretario del Vigevano Calcio, davanti allo stadio, poi l'hanno bruciata e abbandonata in via Cascine Barbavara. «Non me lo spiego - dice Luigi Longobardi - Mai ricevute minacce, né personali né in ambito professionale».BR /b L'incendio è sicuramente doloso: il commissariato di polizia sta indagando per scoprirne i responsabili. Intanto, il 41enne segretario del Vigevano interpreta l'accaduto come un 'semplice" atto di vandalismo: «Chi ha rubato la mia Golf ha scelto a caso fra le macchine parcheggiate vicino allo stadio di via Montegrappa».BR Era l'una di giovedi pomeriggio, quando Luigi Longobardi non ha più trovato l'auto lasciata in sosta.BR La Volkswagen Golf è stata ritrovata due ore dopo in via Cascine Barbavara, nelle campagne di Gravellona, distrutta dalle fiamme.BR Non si esclude che la macchina sia stata usata per commettere un furto o un altro reato, e poi subito bruciata per distruggere tracce o impronte digitali. Luigi Longobardi esclude che il furto e l'incendio siano un avvertimento nei confronti suoi o di suoi famigliari, o verso la squadra di calcio ducale che milita in serie D, e attualmente è nella zona bassa della classifica.BR Negli ultimi sette mesi, compreso quello di giovedi a Vigevano ci sono stati 14 incendi dolosi di auto. Il penultimo si era verificato a metà gennaio in via Cararola, dove è stata bruciata una Escort parcheggiata in strada dal proprietario. La maggior parte degli incendi è avvenuta proprio nella zona di via Cararola.BR Prima della Ford Escort, sempre in via Cararola era toccato a una Fiat Punto. E prima ancora, a fine agosto 2010, a una Peugeot 206 parcheggiata proprio di fianco al bar Bistrot, la cui tenda a metà luglio aveva preso fuoco. In quell'occasione era stata notata allontanarsi una Volkswagen Lupo Bianca guidata da un uomo di circa 40 anni. Qualcuno era arrivato al punto di pensare ad organizzare appostamenti di privati cittadini.BR Tutti gli incendi avvenuti in prossimità dell'incrocio tra via Cararola, corso Pavia e via Matteo Gianolio avevano origine dolosa. I residenti spiegavano di aver ripreso a cercare parcheggio nelle vie lontane da casa, proprio per sottrarre le proprie macchine alla scelta casuale di una banda di piromani. E qualcuno aveva addirittura messo delle cassette della frutta allineate sul marciapiede, per evitare che le automobili venissero parcheggiate davanti alla porta di casa e poi incediate.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Anna Mangiarotti