Crisci, bocciata la cassa Operai verso il licenziamento

BR bCASTEGGIO. /bbMobilità alla Crisci di Casteggio. Il liquidatore Antonio Forte boccia la cassa integrazione straordinaria e avvia la procedura che porta al licenziamento dei 20 lavoratori dello stabilimento calzaturiero di via Camozzi. Ma il sindacato non ci sta e promette battaglia.BR /b Anna Colombo, della Fictem Cgil, ha scritto al prefetto Ferdinando Buffoni, al commissario giudiziale Adele Marcellini, al giudice delegato Mauro Vitiello (nominato dal tribunale di Milano dopo l'ammissione al concordato preventivo) e al liquidatore. Il sindacato dice no alla mobilità e ribadisce la proposta alternativa della cassa guadagni, «per tutto il periodo necessario alla ripresa dell'attività».BR L'alternativa, dunque, è fra la morte dell'azienda, decretata dall'espulsione dei lavoratori, e uno strumento che li manterrebbe ancora legati ad essa, non disperdendo le loro professionalità, «unico, grande patrimonio» di cui dispongono; c'è un appello ai vertici aziendali e alla stessa famiglia Crisci, erede del fondatore Tanino, affinchè operino in direzione di un salvataggio della fabbrica, e non verso la sua definitiva chiusura.BR Ma insieme la Cgil denuncia anche una «gestione della crisi finanziaria aziendale che da più di un anno ricade pesantemente sui dipendenti», rimasti senza paga da dicembre, e rispetto alle «informazioni parziali e contraddittorie da parte dei rappresentanti della Crisci», fino all'ultimo, grave atto, con lo smantellamento e l'asportazione degli impianti, senza che venissero attivati «gli strumenti utili» ad evitarlo.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Roberto Lodigiani