Unità d'Italia, la Lega non c'è

BR bPAVIA./bb «Il 17 marzo è l'anniversario del crollo della torre civica: per Pavia è un giorno di lutto e nei giorni di lutto non si festeggia». Con questa motivazione, domani, la Lega diserterà il Consiglio comunale che celebrerà l'unità d'Italia.BR /b Il Consiglio aperto per celebrare il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia si svolgerà domani, alle 15.30, nell'aula magna del collegio Ghislieri: la corale del Vittadini intonerà l'inno di Mameli, poi lo storico Giulio Guderzo terrà l'orazione ufficiale. E la Lega non ci sarà: in polemica nazionale con le celebrazioni per l'Unità d'Italia, in polemica locale per i festeggiamenti in coincidenza con la commemorazione del crollo della Torre civica nel 1989. «Mi sento cittadino pavese prima che cittadino italiano quindi credo che Pavia non debba festeggiare il 17 marzo: è giornata di lutto - spiega il vicesindaco leghista Gian Marco Centinaio -. Detto questo, come amministratore ho organizzato meglio che potevo tutte le iniziative che la città mi ha chiesto per celebrare l'unità d'Italia». Niente assessori leghisti sui banchi della giunta, niente consiglieri in sala.BR «Ci sarà soltanto una delegazione di due consiglieri per rispetto nei confronti delle istituzioni - spiega il capogruppo leghista al Mezzabarba Matteo Mognaschi -. Il 17 marzo è oggettivamente un giorno di lutto recente e vivo per Pavia, quindi saremo alla commemorazione del crollo, ma non alla festa». La delegazione di osservatori leghisti leggerà un documento: secondo le indiscrezioni parlerà delle necessità di spingere l'acceleratore sul federalismo. E siamo cosi alle motivazioni politiche della diserzione del consiglio sull'unità d'Italia: la distanza, appunto, sui temi dell'unità nazionale. La polemica è aperta da giorni: ieri mattina, in Regione, i consiglieri del Carroccio sono usciti sulle note dell'inno d'Italia spaccando di fatto il centrodestra. «La Lega sbaglia: chi non canta l'Inno di Mameli è un clandestino perché favorisce il principio di clandestinità di coloro i quali vivono senza patria e senza identità - sbotta il consigliere regionale pavese Vittorio Pesato -. Se si vuole combattere l'immigrazione clandestina è impensabile farlo senza riaffermare i valori che rappresentano le fondamenta del nostro Paese». Assai più cauti i commenti a Pavia sull'annunciata diserzione dei consiglieri leghisti nel giorno delle celebrazioni per l'unità d'Italia.BR «Che la Lega ci sia o non ci sia non cambia granchè il significato della giornata - commenta l'assessore Marco Galandra -. E' una conseguenza logica delle loro convizioni». «Convinzioni che una forza politica autonomista come la Lega ha il diritto di esprimere - aggiunge il sindaco Alessandro Cattaneo -. Soprattutto se, come a Pavia, la Lega amministra per tutti i cittadini, anche quando si tratta di organizzare le iniziative per l'Unità d'Italia».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Stefano Romano