Sotto accusa l'amico del suicida
b PIEVE P. MORONE./bb Suicidio di via Trento, adesso l'amico è indagato. Francesco Mainanti, il pensionato di 80 anni proprietario del fucile da caccia con il quale si è sparato Luigi Milani (aveva 73 anni) è accusato di omicidio volontario e di omessa custodia dell'arma. Si tratta di un provvedimento dovuto per eseguire alcuni esami tecnici. «Non c'entra nulla - spiega il suo avvocato Giovanna Cavaciuti - quell'uomo si è suicidato. E' un'accusa assurda».BR /b Un'accusa che ha permesso agli investigatori dei carabinieri di eseguire l'esame Stub a Francesco Mainanti. Un accertamento identico è stato eseguito anche sul corpo di Luigi Milani. E' un esame che permette di scoprire l'eventuale presenza di particelle di polvere da sparo sulle mani delle persone. L'obiettivo degli investigatori è quindi di avere la certezza scientifica che il grilletto del fucile da caccia sia stato premuto proprio da Luigi Milani e quindi avere la sicurezza del suicidio. L'esito degli accertamenti non è stato ancora reso noto.BR L'abitazione di via Trento (Francesco Mainanti vive solo) è ancora sequestrata. Ieri pomeriggio i sigilli della Procura di Pavia erano ancora ben visibli sulla porta d'ingresso. Probabilmente all'interno dovranno essere eseguiti altri rilievi scientifici. Sequestrato anche il fucile da caccia. Un fucile che forse Luigi Milani aveva chiesto all'amico con con l'intenzione di acquistarlo oppure di mostrarlo ad un'altra persona. Invece il suo obiettivo era un altro.BR In ogni caso sia i carabinieri della stazione di Chignolo Po che i magistrati della Procura della repubblica di Pavia vogliono vederci chiaro. E cosi hanno hanno inviato l'avviso di garanzia al padrone di casa per eseguire un esame, lo Stub, che è irripetibile.BR «Mi sembra un'accusa sproporzionata - spiega l'avvocato Giovanna Cavaciuti che difende il pensionato insieme alla collega Maria Elena Concarotti - perchè il suicidio sembra piuttoso chiaro. Il nostro cliente ha già spiegato la sua versione dei fatti. Non c'entra nulla con quello che è successo a casa sua».BR La tragedia era avvenuta, venerdi mattina della scorsa settimana, nell'abitazione di via Trento. Lugi Milani era arrivato a casa dell'amico con la scusa di vedere il suo fucile da caccia. Poi, sempre secondo il racconto del padrone di casa, si era sparato. I soccorsi, anche se tempestivi, erano stati inutili.P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P