Famiglia in auto dopo lo sfratto
BR b PAVIA./bb Per due mesi hanno dormito in macchina, la mamma e i suoi cinque figli tra i 13 e i 17 anni. Parcheggiati prima su un marciapiede di viale Partigiani poi nella piazzola del carcere di Torre del Gallo.BR /b Da un paio di mesi la famiglia Costik, emigrata a Pavia dal Montenegro 16 anni fa, ha trovato un posto nel campo di viale Bramante. Su una roulotte di seconda mano.BR «E' venuta l'assistente sociale del Comune a dirci che ce ne dobbiamo andare, che manderà il carro attrezzi - spiega il capofamiglia, 40 anni, che in Italia ha scelto di chiamarsi Salvatore perché il suo nome è difficile da pronunciare -. Il motivo? Non siamo residenti a Pavia. Beh veniamo da San Martino. I nostri figli vanno a scuola in città. Avevamo una casa proprio in quei palazzi che si vedono anche da qui». E indica l'edificio color mattone sul confine. Un parroco di Pavia gli aveva trovato quell'appartamento, offrendo come garanzia il fatto che Salvatore possedeva una licenza di commercio come venditore di indumenti usati. Qualche mercato ambulante, poi il lavoro nero come scavatore e come operaio in un paio di officine meccaniche. Ma la famiglia non ce l'ha mai fatta a pagare l'affitto ed è arrivato lo sfratto. E nel periodo più magro per il lavoro Salvatore è finito nei guai. Lui racconta di essere stato incastrato: per 100 euro ha accettato di guidare un camion fino a Melzo. Un camion rubato. Ha scontato sei mesi in prigione. Quando è uscito, agli arresti domiciliari, non aveva più una casa. La sua famiglia l'ha aspettato per due mesi davanti al carcere, dormendo in macchina. In sei, pigiati sui sedili. «Quando sono arrivati, in pieno inverno, erano congelati, gli abbiamo dato questa roulotte» racconta una residente di viale Bramante. «Noi come Comune abbiamo cercato di aiutarli - spiega il vicesindaco leghista Luigi Bossi -. Avevano trovato una casa a Tromello ma senza soldi da anticipare la cosa è sfumata. Alla fine hanno ripiegato sul campo nomadi. Ma ci sono quei 5 figli. Abbiamo contattato il Comune di Pavia perché gli conceda un po' di tempo. Intanto anche noi gli stiamo cercando una sistemazione ma non è semplice».BR Salvatore è stato scarcerato e messo agli arresti domiciliari. E dal campo non era dunque possibile allontanarlo. Ma adesso che il provvedimento restrittivo è stato sciolto gli assistenti sociali gli hanno ribadito che da viale Bramante se ne deve andare. «Ma dove? sulla strada? Qui ci siamo integrati. Chiediamo solo di restare il tempo necessario a trovare una soluzione alternativa» dice. Nel frattempo i residenti al campo gli hanno messo a disposizione una seconda roulotte per i figli. «Togliere le scarpe prima di entrare e mettere le ciabatte» hanno scritto con i pastelli sulla porta i ragazzi di casa Costik. «Dobbiamo essere rigidi - spiega l'assessore Sandro Assanelli -. Il campo ospita 53 famiglie e quasi 200 persone. E' già saturo. Non possiamo fare deroghe. Con piazzale Europa sono 500 i residenti da sistemare».BR
Maria Grazia Piccaluga